Strategie

Jacob Cohën dopo Bardelle: sempre più importante l'estero

È mancato prematuramente. Troppo. Ma è riuscito a lasciare un progetto ben impostato, proiettato con decisione verso i mercati stranieri. Le strategie legate al marchio Jacob Cohën dopo la scomparsa di Nicola Bardelle, illustrate dal direttore commerciale Marco Tiburzi.

 

"Il primo obiettivo è il rispetto del dna del brand, la cui filosofia è espressa nella collezione della primavera-estate 2013, realizzata da Bardelle - spiega Tiburzi -. Per il futuro stiamo valutando delle logiche di collaborazione, proprio con l'intento di dare assoluta continuità all'immagine della label". E prosegue: "Dal punto di vista della gestione, l'azienda ha e aveva una struttura ben precisa, per cui ci arricchiamo di figure mirate, funzionali alla strategia in atto, che mira all'espansione all'estero".

 

Oggi le vendite oltreconfine rappresentano il 63% del giro di affari dell'etichetta, che si avvia a chiudere il 2012 con un giro di affari di 55 milioni di euro, in progress rispetto ai 50 del 2011. "In particolare - puntualizza Tiburzi - con la primavera-estate 2013 abbiamo registrato un incremento del 17% a livello totale, con l'Italia in calo del 12% e l'estero in aumento del 34%".

 

All'estero Jacob Cohën è già ben introdotto in Russia e nelle ex repubbliche sovietiche, in Germania, Olanda, Belgio e Spagna e sta andando a gonfie vele in Francia, dove ha avuto un balzo del 47% con la primavera-estate 2013. "Ora - prosegue Tiburzi - puntiamo con decisione sulla Cina dove, in seguito a un'intesa con un retailer locale, inaugureremo 12 negozi nei prossimi cinque anni, a partire dal secondo semestre del 2013". "Anche in Middle East abbiamo siglato una venture con un retailer che opera negli Emirati Arabi, in Libano, Qatar e Kuwait. Con lui partiamo con un corner all'interno del Dubai Mall. Sempre all'estero si concretizzerà un progetto retail in Giappone, a Tokyo, dove nel marzo del 2013 si apre uno store di 78 metri quadri nell'area di Roppongi".

 

D'altra parte il test di Saint Tropez, dove la scorsa primavera è stato aperto il primo flagship della label, ha dato risultati più che soddisfacenti e ciò ha fatto capire l'esatta percezione della linea a livello europeo. "Prima o poi - conclude Tiburzi - approderemo con un'insegna Jacob Cohën anche in Italia, a Milano. Ma al momento siamo fermi a osservare le evoluzioni di un mercato che soffre per la crisi".

 

stats