Strategie

Luxottica pronta alla sua quarta rivoluzione, quella digitale

Una digital factory nella sede di Milano, l'intera filiera in rete e negozi smart: sono solo alcune delle tappe della quarta rivoluzione di Luxottica, annunciate dal fondatore e presidente esecutivo (dal gennaio 2016), Leonardo Del Vecchio, intervistato dal Corriere della Sera.

 

Del Vecchio ha voluto creare una digital factory a Milano, dove lavorano oltre 100 persone in collaborazione con la Silicon Valley. Entro l'estate sarà inoltre attivo un database che aggrega i dati del gruppo bellunese, dalla materia prima al negozio fisico, «ogni singolo reparto, divisione o Paese».

 

Ai Luxottica Days, questo mese a Cernobbio, l'azienda ha fornito alcune anticipazioni sul futuro dei negozi di ottica. Le vetrine saranno dotate di riconoscitori facciali, che registrano dove si sofferma maggiormente lo sguardo dei consumatori.

 

Gli occhiali saranno disposti su speciali espositori: chi li prende in mano potrà ricevere informazioni sul prodotto da speciali schermi connessi con i display. Grazie al sistema a realtà aumentata Virtual Try-on, si potranno indossare più modelli virtualmente. Uno specchio intelligente proporrà una serie di alternative agli occhiali cui un cliente è interessato.

 

Le prime applicazioni di tutte queste tecnologie, che puntano a migliorare l'esperienza negli store di ottica, sono in programma entro fine anno. Gli schermi digitali, dovrebbero salire a 20mila entro fine 2018, dai 4mila attuali, introdotti per sostituire la cartellonistica in negozio. L'investimento nel punto vendita sarà gestito caso per caso. Con i clienti migliori Luxottica potrà assumersi anche la totalità degli oneri.

 

Amazon e Google non sono una minaccia per il player dell'occhialeria. «Noi facciamo un mestiere diverso - spiega Del Vecchio al quotidiano milanese -. Produciamo occhiali, i più belli, e vogliamo vederli indosso a tutti. Amazon e Google non sono concorrenti, possono essere buoni clienti».

 

«Per noi - conclude - digitale vuol dire prima di tutto cambiare il modo in cui lavoriamo e portare opportunità nel settore, anche per tanti ottici che sono la nostra prima risorsa. E portare tanti giovanissimi a entrare in azienda con le nuove professionalità che prima non erano presenti».

 

Come ricorda infine il Corriere della Sera, le principali "rivoluzioni" nel gruppo, che hanno preceduto quella digitale, sono state l'acquisizione della licenza Armani, l'ingresso nel retail americano, con l'acquisto della catena LensCrafters e il rilancio del marchio Ray-Ban.

 

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