Strategie

Mercato cinese più easy con l'intesa fra Thron e Wetobusiness (WeChat)

Thron, azienda italiana che realizza soluzioni per il digital asset management, ha siglato un'intesa con Wetobusiness - official reseller del social network cinese WeChat in Italia - che agevola l'ingresso dei brand italiani nel mercato cinese.

 

Wetobusiness ha scelto Thron per gestire tutti i contenuti delle pagine aziendali dei brand italiani. La società fondata da Nicola Meneghello permette, con la sua piattaforma, di sfruttare al meglio gli asset digitali, ma anche di conoscere l'audience e di personalizzare in tempo reale i contenuti sulla base dei fruitori.

 

«Grazie a questa partnership - spiega Meneghello - offriamo ai nostri clienti, in primis quelli del settore Luxury & Fashion, una corsia preferenziale per entrare nel mercato cinese in modo semplice e veloce. Mentre proliferano canali e contenuti, la nostra piattaforma risponde al bisogno di semplificazione e controllo».

 

«Con questo accordo - commenta Andrea Ghizzoni, Europe director di WeChat - le aziende hanno la possibilità di approcciare il mercato cinese con partner che conoscono profondamente sia le aziende occidentali sia le dinamiche e la tecnologie del mercato cinese e che quindi possono semplificare rapporti e interazioni».

 

Con 846milioni di utenti attivi, WeChat è l’app social che registra la maggiore crescita a livello globale e di fatto è l’ecosistema digitale dominante in Cina, dove vanta una penetrazione oltre il 93% degli smartphone (40% in tutta la regione APAC).

 

Ciò che la differenzia da altri social network è l'integrazione di un sistema di pagamento interno, che permette agli utenti di fare shopping navigando nelle sue pagine.

 

In base a recenti statistiche, il 61% degli utenti apre WeChat più di 10 volte al giorno. Tra questi c'è un 21% che entra 50 volte al giorno. La newsfeed interna Moments è consultata dal 62% degli utenti ogni volta che usano l'applicazione. A proposito di shopping, il 60% spende in media 10 euro al mese per piccoli acquisti e il 6% spende 500 euro.

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