Strategie

Miss Sixty rilancia partendo da Milano e dallo store in corso Vittorio Emanuele

Miss Sixty scalda i motori in vista del rilancio in Europa. Il marchio nato in Italia nel 1991, oggi nelle fila del colosso cinese Trendy International, è pronto a tornare in scena con una strategia articolata che pone Milano come fulcro strategico. Dopo l'opening della showroom in via Durini, attesa per l'autunno l'apertura di un mega flagship negli spazi finora occupati da Jdc.

 

Ne parla a fashionmagazine.it Andrea Pomi, direttore commerciale Emea di Miss Sixty, che vanta esperienze precedenti da Benetton e nel Gruppo Armani, dove è stato retail manager worldwide di Emporio Armani dal 2010 al 2015.

 

Dopo l'acquisizione da parte di Trendy International a cavallo tra il 2012 e il 2013, il brand ha spostato il focus sulle giovani donne cinesi, con 180 store monobrand, grazie allo slancio dato dal  colosso con sede a Guangzhou. Una realtà che fa capo per il 90% all'imprenditore Jacky Xu e per il 10% al fondo L Capital Asia, che vanta oltre 3mila door in Cina e 6mila dipendenti, pronta per la quotazione in Borsa a Hong Kong.

 

Adesso è il momento di ridare smalto all'etichetta in Occidente, dove la sua storia è partita e dove il suo percorso ha incontrato enormi ostacoli, dopo la prematura scomparsa nel 2011 del fondatore, Wicky Hassan.

 

«La forza di Miss Sixty - racconta Andrea Pomi - è avere alle spalle un gruppo che vuole investire in modo corretto, con una strategia articolata focalizzata su retail, wholesale ed e-commerce, partita con un lavoro attento sulla collezione».

 

«Una proposta - prosegue - studiata per una donna sexy, con una forte presenza del denim, che rappresenta il dna del marchio e che copre il 40% dell'offerta, e con una vasta scelta a livello di total look. Un'etichetta dinamica e attuale, con un prezzo accessibile, che va a occupare una fascia scoperta, a metà tra la fast fashion e le etichette di target premium».

 

Per fare qualche esempio, il denim ha un entry price retail di 79/89 euro e arriva fino a un massimo di 229 euro, mentre nella parte fashion gli abiti estivi vanno dai 119 ai 189 euro e i capispalla invernali partono dai 199 per arrivare a punte di 599.

 

«Capi studiati per una consumatrice tra i 25 e i 45 anni - puntualizza Pomi - a cui stiamo gradualmente aggiungendo linee più giovani a livello di prezzi e di look e che si arricchisce con le capsule Angel Collections, che rappresentano il top di gamma. Presto arriveranno  le collaborazioni con artisti di fama mondiale, musicisti, pittori, street artist. Un modo per riagganciare l'heritage della label, da sempre legata alla sfera creativa».

 

Una collezione frutto di un lavoro di sponda tra Oriente e Occidente, con un team di designer in Europa e uno in Cina e con la produzione al momento concentrata principalmente in Asia (con punte di eccellenza made in Italy per il denim), in procinto di essere delocalizzata per la maggior parte nel bacino del Mediterraneo.

 

Fulcro delle strategie nell'area Emea è la città di Milano, dove di recente la società ha preso casa in una showroom di 700 metri quadri all'interno di un palazzo storico in via Durini 24, che vede operativi circa 30 dipendenti. Incognite sulla sede storica di Chieti, che purtroppo da quanto si dice è in fase di chiusura.

 

«Al momento non ci è possibile fare dichiarazioni ufficiali su ciò che sta avvenendo in Abruzzo - rivela Pomi -. Ma la scelta del capoluogo lombardo in questo momento è strategica. L'obiettivo è rilanciare».

 

Proprio in quest'ottica si inquadra l'opening di un flagship in corso Vittorio Emanuele, negli spazi occupati fino a poco tempo fa da Jdc, a due passi dal Duomo: «Sarà un format del tutto innovativo, fortemente digitalizzato e con spazi attentamenti ripensati, che puntiamo a inaugurare entro l'autunno con un mega evento, in cui sarà coinvolta anche la showroom a poca distanza».

 

Per quanto riguarda il retail, oggi Miss Sixty è insegna di due vetrine a Roma - tra cui il negozio storico di via del Corso - due spazi a Londra, uno in via Roma a Firenze e uno a Palermo, entrambi freschi di ristrutturazione. Un network destinato a crescere, anche tramite accordi di franchising. «Si parte ad agosto in Russia con Krasnodar, cui faranno seguito gli spazi di Rostov e Yalta, per poi proseguire con Amsterdam e Monaco di Baviera».

 

Interamente da ricostruire il wholesale: «Abbiamo appena iniziato e dalla prossima primavera-estate si vedranno i risultati - chiarisce Pomi -. L'obiettivo è la penetrazione nei Paesi dove Miss Sixty è sempre stata forte: Italia, Regno Unito, Germania, Benelux, Russia e Spagna. Mentre l'e-commerce è ai blocchi di partenza, con il sito appena rinnovato alla fine di maggio.

 

A dare man forte al processo di rilancio la comunicazione. In questi giorni è uscita la campagna firmata da Terry Richardson, che vede protagonista la top model Candice Swanepoel e presto arriveranno nuove anchor women, con in più un nutrito drappello di influencer come Erika Boldrin, Candela, Nima Benati e Linda Tol.

 

Con un giro di affari globale di circa 200 milioni, Miss Sixty fattura oggi circa 20 milioni nell'area Emea. «L'obiettivo è crescere double digit nel prossimo anno. Le premesse ci sono - conclude Pomi -. Basti pensare alle performance dei monomarca, cresciuti del 35% anno su anno con un picco del +44% nel punto vendita del capoluogo toscano.

 

Intanto scaldano i motori le altre etichette in capo alla vecchia Sixty spa, che Trendy International ha rilevato insieme a Miss Sixty. Per Murphy & Nye, Energie e Killah, attualmente congelate, si aprono nove sfide. «Aspettate e vedrete», annuncia Pomi.

 

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