Strategie

Moleskine: grazie al nuovo Smart Writing Set la carta dialoga con il digital

Cresce in termini numerici e di proposte l'universo di Moleskine. Il marchio amplia gli orizzonti con una inedita linea di borse battezzata Metro e si prepara a inaugurare un nuovo Café a Pechino, mentre il giro di affari dell'anno 2017 sale del 10%. Lo racconta il nuovo chief marketing officer Roberto Bodoni, che svela il rivoluzionario Smart Writing Set, che fa parlare la carta con il digitale.

 

Presente allo scorso Pitti Uomo, il manager ha mostrato nello stand la collezione di Moleskine, che ha raccolto l'eredità dei famosi taccuini stampati da una tipografia francese, utilizzati da personaggi come Van Gogh, Hemingway, Picasso e Chatwin, a cui si deve la scelta del soprannome "moleskine", per descrivere la sensazione tattile delle copertine.

 

Una proposta di borse, taccuini e oggetti suddivisa nelle linee Classic, disegnata da Giulio Iacchetti, Nomad, nella serie Denim e nella nuovissima proposta Metro, caratterizzata da linee semplici e pulite, completate da zip rovesciate.

 

Ma la proposta più sensazionale è quella studiata per far dialogare l'heritage del marchio, ossia il notes di carta, con il digitale. È nata infatti una versione che consente di trasporre su video il testo e i disegni appuntati su uno speciale taccuino.

 

Nato come marca nel 1997 a opera di Maria Sebregondi, Fabio Rosciglione e Roberto Di Puma, il brand si era quotato alla Borsa di Milano nel 2013. Di recente è stato rilevato da Dm Invest, società controllata dal gruppo di Bruxelles D'Ieteren, rimasta fedele al concetto di nomadismo urbano che contraddistingue il marchio fin dagli inizi. «Un'etichetta al crocevia tra lifestyle, moda e design. Un mindstyle brand, come lo definiamo noi», sottolinea Bodoni.

 

Lo scorso anno Moleskine ha creato una fondazione, che a sede all'interno della sede di viale Piceno a Milano, focalizzata sulla garanzia dell'istruzione di qualità per tutti, mentre nel 2016 ha inaugurato il primo Moleskine Café, in corso Garibaldi, interpretazione moderna dei Café Littéraire di fine Seicento, primi del Settecento. «Una formula che ora sarà esportata a Pechino, dove in questi giorni è prevista l'inaugurazione di un nuovo spazio», annuncia Bodoni, in attesa di nuovi opening ad Amburgo, Londra e New York.

 

Intanto i numeri crescono: il 2017 si è chiuso con un giro di affari inprogress del 10% rispetto ai 145 milioni del 2016, realizzato tra Italia, Emea, America e Apac, per un totale di 100 Paesi e 80 negozi diretti, più il canale all'ingrosso.

 

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