Strategie

Prps: i dettaglianti italiani premiano il brand

Dopo l'evento fiorentino dello scorso giugno a palazzo Gianfigliazzi, il brand di denimwear luxury maschile americano Prps ha esordito a Pitti Uomo con la collezione per il prossimo inverno. A sei mesi dall'ingresso in Italia, il marchio è presente in 120 store al top in Italia e punta ad ampliare il network.

 

Fondato nel 2002 dall'attuale direttore creativo, Donwan Harrel, Prps (abbreviazione della parola inglese "purpouse") racchiude tre anime: le etichette Noir, Japan e Goods. La prima rappresenta l'offerta alto di gamma, ossia capi esclusivi fatti a mano in Giappone con tele cimosate giapponesi, in vendita al pubblico a circa 700 euro. La seconda è realizzata in Giappone con cotoni africani e ha un prezzo medio di circa 450 euro,mentre la Goods rappresenta la gamma commerciale più completa, realizzata per il 35% circa in Europa e per il resto tra Cina e Giappone, con prezzi che oscillano da 180 a 250 euro.

 

Approdata in Italia sei mesi fa, la label - che vanta un giro di affari di circa 25 milioni di dollari - è gestita in Italia da Fabio Sala, a.d. della filiale con sede a Bergamo, ed già è stata apprezzata dai dettaglianti più in vista nel nostro Paese.

 

«Si tratta di vetrine come Excelsior e Antonia a Milano, Tiziana Fausti a Bergamo, Folli Follie a Mantova e Bologna, clienti per la linea Noir - racconta Fabio Sala -. E di punti vendita come Brian & Barry a Milano, Boysloft Penelope a Brescia e Tony Boutique a Magenta per la serie Goods. Ora, spiega Sala, l'obiettivo con l'invernale è aumentare i clienti (120 in totale) del 30/40% e raggiungere un fatturato di 2 milioni e mezzo nel 2014».

 

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