Strategie

Prps: la start up italiana del denim brand statunitense made in Japan

La ribalta fiorentina di Pitti Uomo è stata il palcoscenico per la startup in Italia del brand cult di denimwear uomo Prps, che oggi ha una sede nel nostro Paese, a Bergamo. Per l'occasione è stata allestita una mostra a palazzo Gianfigliazzi Bonaparte, dedicata ai 10 anni della label statunitense.

 

Fondata nel 2002 da Donwan Harrell, Prps ha trovato in Giappone la terra di elezione per la produzione di capi che sono veri e propri capolavori di ricerca e sperimentazione. Jeans indossati da celebrity del calibro di Brad Pitt eBruce Willis, che ora saranno distribuiti in Italia tramite la neo-costituita società Prps Italia, con sede a Bergamo, fondata nel marzo del 2013 e frutto della liaison paritaria tra Harrell e Fabio Sala, che ha assunto il ruolo di amministratore delegato.

 

"Fino a oggi l'etichetta Prps era distribuita in Italia dall'Inghilterra - racconta a fashionmagazine.it - ma oggi, tramite la nostra società, che si avvale di agenti per le macro aree della penisola, arriva il brand nella sua interezza". Non solo - come era fino a oggi - i jeans, che costituiscono il core, ma anche il total look, che comprende camicie, giubbotti, maglieria, eccetera. "A tal fine - prosegue - l'enfasi nel nostro Paese sarà posta sull'etichetta Prps Goods and Co., che rappresenta la serie più completa e anche quella più commerciale, con prezzi tra i 170 e i 250 euro".

 

Nucleo iniziale del brand è la serie Prps Japan, realizzata interamente in Giappone, famosa per dettagli come la cimosa viola e le tele tessute in piccoli pezzi, in vendita a un prezzo dai 200 ai 280 euro. A questa si sono aggiunti la succitata Goods and Co., concepita in Giappone ma realizzata in Paesi come Portogallo, Turchia e Cina, e la Noir, made in Japan, che rappresenta la quintessenza della ricerca, con prezzi oscillanti tra i 350 e i 600 euro.

 

Come puntualizza l'a.d. di Prps Italia, per questo brand newyorkese - che fattura 25 milioni di dollari e che punta all'inaugurazione del primo monomarca proprio nella Grande Mela, presumibilmente il prossimo anno - l'obiettivo per il nostro mercato è scommettere su una distribuzione di alto livello, mantenendo i presupposti di partenza che lo vedono già presente in realtà del calibro di Antonia Boutique, Biffi, Excelsior, Antonioli, Penelope e Folli Follie, per citarne alcuni.

 

"Vogliamo arrivare ad avere circa 250 punti vendita in Italia - spiega - selezionati nell'arco delle quattro stagioni. Successivamente verrà lanciata la donna, spero il più presto possibile".

 

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