Strategie

Qualità made in Italy e mercati esteri per la svolta di La Perla

Il nuovo corso di La Perla sotto la direzione dell'ex fondatore di Fastweb, Silvio Scaglia, comincia a concretizzarsi, a partire dal reintegro di alcune dipendenti in cassa integrazione. Poi sarà la volta del rilancio sui fronti prodotto e retail.

 

"Tra fine luglio e settembre - spiega Giacomo Stagni, segretario Filctem-Cgil di Bologna - sono state richiamate dalla cassa integrazione le dipendenti dei reparti produttivi, nonché quelle della progettazione e campionatura, area quest'ultima che è stata rafforzata con l'arrivo di nuovi creativi dall'esterno".

 

Al momento Scaglia ha affittato il ramo d'azienda bolognese, in attesa che vada in porto la vendita del tribunale alla scadenza del concordato, auspicabile entro fine anno. All'opera da tre mesi circa, l'imprenditore ha approntato un piano che, come spiega Stagni, punta sulla valorizzazione del made in Italy, con un focus su nuovi modelli di lingerie di fascia alta. In programma anche investimenti sul fronte distributivo, con particolare riferimento all'Asia e ai nuovi mercati.

 

"Restano in cassa integrazione alcune figure impiegatizie e del reparto magazzino/spedizioni - precisa Stagni - per le quali si sta pensando a iniziative nella formazione, così da permettere il loro ricollocamento in azienda". "Siamo fiduciosi che ci sia un nuovo orizzonte per La Perla - prosegue il segretario Filctem-Cgil di Bologna -. Nelle prossime settimane e mesi sono previsti degli incontri che, sulla base dei risultati dei nuovi campionari, dovrebbero permettere di stendere un piano per la riqualificazione.

 

All'arrivo di Scaglia, in giugno, erano 140 i dipendenti in cassa integrazione a 0 ore e 250 a rotazione su un totale di 560 impiegati, solo a Bologna. Se si includono gli addetti della rete dei negozi di proprietà l'organico supera quota 700.

 

 

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