Strategie

Richemont: dalla vendita di Chloé e Lancel fino a 1,8 miliardi

È sempre più fondata l'ipotesi che il gruppo svizzero Richemont  abbia intenzione di uscire dal segmento fashion e accessori, per concentrarsi sulla divisione hard luxury, che comprende orologi e gioielleria.

 

Già da tempo, secondo indiscrezioni, Richemont sarebbe alla ricerca di un acquirente per Lancel. Ma anche per Chloé (nella foto, una proposta della griffe per l'estate 2014), Shanghai Tang e Dunhill ci sarebbe l'intenzione di valutare offerte separatamente. Nonostante le recenti smentite, torna anche l'ipotesi di una cessione di Net-A-Porter o comunque la sua fusione con un'altra società.

 

Secondo wwd.com, che riporta le stime di Citigroup, in caso di dismissione la divisione soft luxury del gruppo, che comprende Lancel, Chloé, Dunhill, Shanghai Tang, Purdey, Azzedine Alaïa e Peter Millar, potrebbe fruttare fino a 1,86 miliardi di euro, mentre Net-A-Porter potrebbe essere valutato 2,28 miliardi di euro se venduto o scorporato, per essere quotato in Borsa.

 

Nell'esercizio scorso la divisione soft luxury ha rappresentato il 14% del giro di affari di Richemont, ossia 1,43 miliardi di euro (+16% rispetto all'esercizio precedente), su un turnover totale di 10,15 miliardi.

 

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