Strategie

Richemont opta per la gestione diretta di Roger Dubuis in Italia

Roger Dubuis, sinonimo di alta orologeria made in Ginevra controllato da Richemont, avvia un nuovo corso in Italia: da aprile, infatti, è distribuito direttamente dal gruppo del lusso, che ora punta a catturare l'attenzione dei turisti big spender, cinesi in primis, in visita nel nostro Paese.

 

Fondata nel 1995 da Carlos Dias, che oggi svolge un ruolo di consulente per l'azienda, e parte di Richemont dal 2008, Roger Dubuis conta attualmente 15 punti vendita selezionati nel nostro Paese, che coprono l'intero territorio nazionale, con particolare riferimento alle principali mete turistiche. Tuttavia, l'obiettivo del ceo Jean-Marc Pontroué è quello di valorizzare il brand all'interno dei punti vendita con la formula degli shop-in-shop, come spiegato oggi in conferenza stampa a Milano.

 

Entro tre anni l'intera rete sarà dotata di speciali corner per dare risalto alle linee della casa: Excalibur (nella foto Quatuor, uno dei modelli di punta), che copre circa il 50% delle vendite totali, ma anche La Monégasque, Pulsion e la gamma interamente femminile Velvet (il segmento donna, in progressiva accelerazione, è arrivato a rappresentare circa un terzo del fatturato della società). Non si parla, almeno per il momento, di boutique dedicate nel nostro Paese (a oggi se ne contano 17 nel mondo): data l'esclusività dell'offerta, il brand elvetico non ambisce a una presenza worldwide. Siccome uno dei punti di forza del marchio è il servizio post vendita, Milano è però stata scelta come sede di un centro assistenza dedicato.

 

Con 250 dipendenti, di cui 160 orologiai e 4.500 modelli prodotti in un anno - tutti in grado di vantare l'ambito "Punzone di Ginevra" (il più alto riconoscimento per un orologio) e il cui prezzo medio oscilla intorno ai 40mila euro - Roger Dubuis sta dando un valido contributo al dinamismo di Richemont. Lo hanno confermato i vertici, senza fornire numeri precisi.

 

La casa madre, che pubblicherà i risultati annuali il 16 maggio, ha preannunciato a fine aprile che, grazie anche a un andamento favorevole dei tassi di cambio, i profitti netti dell'esercizio chiuso il 31 marzo dovrebbero realizzare un +30% rispetto al fiscal year precedente. Il risultato operativo dovrebbe segnare un +18%, beneficiando di un +14% nei ricavi (+9% a valute costanti).

 

Nei nove mesi chiusi il 31 dicembre 2012 Richemont aveva totalizzato un fatturato di 7,97 miliardi di euro (+17%). La voce "specialist watchmaker", in particolare, aveva raggiunto quota 2,24 miliardi (+13% e +20% a cambi costanti).

 

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