Strategie

Ruco Line: «Chiudiamo il 2017 a +17,8%. Tra le scommesse, l'uomo»

Al traguardo dei 30 anni Ruco Line gioca al rilancio, facendo leva su un piano di sviluppo mirato. I primi risultati si vedono: a fine anno il giro di affari toccherà quota 26 milioni e 600mila euro, in progress del +17,8% sul 2016. «Ed è solo l'inizio», racconta il presidente e ceo Marco Santucci, che non esclude l'ingresso di un fondo, per crescere ancora di più.

 

«L'evoluzione di queste ultime stagioni è stata soprattutto un fatto spontaneo» precisa il presidente e ceo della label, venduta oggi in 445 negozi plurimarca, con un totale di 99 monomarca nel mondo, tra cui il flagship di via della Spiga inaugurato quest'anno. «Ma è dalla seconda metà del 2018 che vedremo i risultati del piano di rilancio» puntualizza. Una strategia articolata che scommette su internazionalizzazione, sviluppo dell'e-commerce, investimento sulle proposte maschili, arrivo di nuovi manager.

 

Senza trascurare il prodotto: «Ruco Line - tiene a precisare Santucci - è una collezione di sneaker glamour fashion che raggiunge le punte più alte di creatività grazie alle capsule con nomi famosi come Jean Nouvel, Karen Mok e, ultimo in ordine di tempo, Jean-Marie Massaud, che lanciamo a Pitti Uomo, a gennaio».

 

E prosegue: «Lo stile per noi è fondamentale e per alimentarlo siamo alla ricerca di un direttore creativo, in un momento in cui la collezione si arricchisce anche con le borse, gli accessori e i capi in pelle. Una scelta importante che dovrebbe aiutarci a fare un salto di qualità».

 

La scelta di Pitti Uomo - una rentrée importante per l'azienda umbra - non è casuale. «Il giro di affari del brand è realizzato al 99% con le proposte femminili - chiarisce Santucci -. Quindi l'uomo ha un potenziale enorme che vogliamo cogliere».

 

Tra i maggiori driver di sviluppo ci sono anche i mercati stranieri. Oggi il turnover di Ruco Line è realizzato per il 40% in Cina e Hong Kong, in virtù di rapporti di partnership. Al secondo posto, pari merito, si piazzano l'Italia e il Giappone, mercato gestito direttamente.

 

C'è tutto un mondo da esplorare e Santucci si sta organizzando: «Abbiamo un business plan mirato: al momento è in corso la ricerca di agenti, importatori e distributori in Europa, mentre per gli Stati Uniti dobbiamo ancora strutturarci. Un processo che velocizzeremo se entrerà un fondo. Siamo aperti a questa opzione, ma non è una conditio sine qua non, visto che finora ce l'abbiamo fatta da soli».

 

A dare slancio alle vendite, sia nel mercato interno che all'estero, contribuisce l'online, che in totale, comprese le vendite su piattaforme come Yoox, Privalia, Amazon, Showroomprivé, frutta un turnover di quasi 6 milioni di euro».

 

«Il nostro sito di e-commerce, gestito direttamente, ha raggiunto un fatturato di 1 milione e 200mila euro nel 2016 - chiarisce Santucci -. Ma dallo scorso settembre abbiamo voluto imprimergli nuovo dinamismo, affidandolo a The Level Group. I risultati si vedono, tanto che puntiamo a chiudere l'anno a quota 1 milione e 600mila euro, per arrivare a 2 milioni e 500mila nel 2018».

 

In Giappone, dove è attivo il sito shop.rucoline.jp, Santucci ha affidato il business a un player locale di punta come Locondo, con cui realizza un giro di affari di 3 milioni di euro, e sta per stringere un accordo analogo con un partner cinese. «Un'intesa che dovrà dare ulteriore slancio a un business già fiorente, con 60 punti vendita monomarca sul territorio, 29 corner, 100 rivenditori wholesale e un sell-in di oltre 10 milioni di euro».

 

A dare man forte a Santucci nella sua strategia di sviluppo è arrivato di recente un direttore commerciale, Federico Dal Pra', con esperienze precedenti da Prada, Valentino, Philippe Model. La new entry si inquadra in una visione di managerializzazione dell'azienda. Una scommessa sul fattore umano in cui rientra anche la nomina di un country manager Asia (Federico Ruffo, in arrivo da Marlboro Classics) e che prosegue con la ricerca del direttore creativo, di un responsabile del digital marketing e di un direttore commerciale export per la seconda linea Agile by Ruco Line.

 

Quest'ultima sta guadagnando terreno, con un giro di affari di 5 milioni di euro e un totale di 500 clienti. Una proposta partita sei stagioni fa come reintrepretazione del modello iconico di Ruco Line, la scarpa modello 200 con la suola alta, riletta con un'immagine contemporanea e prezzi più accessibili e arricchita con ulteriori modelli, che ha permesso di conquistare nuovi target di consumatrici. Per fare un esempio, se una scarpa della main line costa dai 300 ai 700 euro, Agile è in distribuzione dai 149 ai 169 euro.

 

Proprio al modello 200, lanciato nel 1992 e divenuto un successo pluriventennale per Ruco Line, è dedicata "Ellie", scarpa celebrativa realizzata per il 30esimo anniversario: una riedizione esclusiva declinata anche al maschile, che torna in auge sotto l'egida della prima linea, dopo essere andata fuori produzione nel 2007.

 

«All'epoca abbiamo voluto smarcarci dall'etichetta di scarpa comoda, un target che non ci interessava, per esplorare nuove potenzialità nel target glamour fashion», conferma Santucci, che per l'occasione ha voluto dare nuova allure a questo modello iconico, interpretato con uno spirito attuale. Un modo per guardare avanti, senza dimenticare l'heritage.

 

stats