Strategie

Scaglia: «La Perla raggiungerà il break even nel 2017»

A un anno circa dall'acquisizione di La Perla, l'ex-Fastweb Silvio Scaglia fa un bilancio e delinea gli obiettivi per il gruppo della lingerie di alta gamma, che sta cominciando a crescere a due cifre. E dovrebbe raggiungere il punto di pareggio per il 2017.

 

Uno step del nuovo percorso era in agenda il 19 giugno, a Pitti Uomo, con la sfilata della nuova linea uomo loungwear e homewear creata dal designer Emilano Rinaldi. Più in generale, il lavoro sul prodotto ha l'obiettivo di portare La Perla ancora più in alto, come ha confermato Scaglia oggi in conferenza stampa a Milano. «L'ho comprata perché è unica nel mondo nel suo posizionamento esclusivo, che stiamo rafforzando anche con una campagna pubblicitaria mirata». Advertising che vede come protagoniste le supermodel delle agenzie Elite e Women (altro business del fondatore di Fastweb). Per enfatizzare il concetto di esclusività, si profila un altro fashion show, in concomitanza con l'alta moda di Parigi, dove sarà presentata la linea La Perla Made to Measure, che si preannuncia con preziosi ricami in fili d'oro.

 

La gestione Scaglia - che ha permesso la riassunzione, dalla cassa integrazione, di 225 dei 250 addetti del gruppo bolognese - prevede anche la revisione della distribuzione. Con lo sviluppo, in primis, di una rete di negozi gestiti direttamente. «Vorremmo arrivare a 300 monomarca all'attivo: ne manca circa una sessantina», anticipa Scaglia, che fino a oggi ha investito oltre 150 milioni (compresi i 69 milioni dell'acquisizione) e pensa di aggiungerne altrettanti per raggiungere il punto di pareggio. Tra i nuovi opening ci sarà anche uno store tutto al maschile a Milano, in via Manzoni, e un altro a Shanghai: il menswear al momento rappresenta il 10% circa del fatturato ma potrebbe salire a un 30%, nei piani dell'imprenditore. In revisione anche la rete dei wholesaler (20% dei ricavi totali), che dovranno essere «coerenti con il posizionamento del marchio». Sono in fase di sviluppo progetti per vendite in concessione, che coinvolgono i maggiori deparment store, e avrà un maggiore impulso l'e-commerce con l'estensione, a brevissimo, al mercato cinese, che va ad aggiungersi all'Europa e agli Usa.

 

Intanto, grazie agli Stati Uniti, alla Cina, ma anche la stessa Italia, «nonostante la situazione del Paese», le vendite stanno ripartendo: da aprile mostrano un tasso a doppia cifra. «Stimiamo di chiudere il 2014 con ricavi intorno a 112 milioni di euro, in aumento del 10-12% rispetto al 2013» profila Scaglia. E alla fine si confessa: «Io alla fine mi diverto. Sviluppare nuovi mercati e far crescere le aziende è la cosa che più mi piace fare».

 

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