TRIMESTRALI

Aeffe: balzo in avanti degli utili (+26,7%). «Nel futuro più Far East e Medio Oriente»

Utili in aumento a doppia cifra (da 4,5 a 5,7 milioni di euro, +26,7%) nel primo trimestre fiscale di Aeffe, archiviato con un fatturato di 76,1 milioni, +7% rispetto all'analogo periodo 2015.

 

L'ebitda consolidato sfiora i 14 milioni, rispetto ai precedenti 12,5 milioni. Il miglioramento della marginalità è riconducibile principalmente all'avanzata delle vendite nella divisione ready-to-wear (+7,4%).

 

Rallentano il ritmo invece calzature e pelletteria, che incassano un -4,2%, con un -25,9% dell'ebitda, che resta positivo per oltre 3 milioni di euro.

 

Il mercato italiano resta prioritario per il gruppo, con il 43,4% del giro d'affari, oltre i 33 milioni di euro (+3,5%). L'Europa, esclusi il nostro Paese e la Russia, incide nell'ordine del 23,4% e cresce dell'8,3% (+8,6% a tassi di cambio costanti).

 

Gli Usa, dove viene realizzato l'8,8% delle vendite consolidate, sono protagonisti di una decisa accelerazione (+29,5% o +27% a tassi di cambio costanti).

 

Intorno al 21% la percentuale relativa al resto del mondo, che totalizza ricavi superiori ai 16 milioni (+7,3% a tassi di cambio costanti), grazie soprattutto all'ottimo andamento dei marchi di casa Aeffe nella Greater China. Tasto dolente la Russia, che non ha un ruolo preponderante nel business (3,1%), ma che è arretrata del 2,8%.

 

Tra i brand, hanno ottenuto buone performance Alberta Ferretti (+6,5% o +6,6% a cambi costanti), Philosophy (+29,5% o +29,2% a tassi di cambio costanti) e Moschino (+8%), che "pesa" sul turnover per il 65,1%. Arretrano invece Pollini (-3,7%) e le altre label (-0,1%).

 

Analizzando la distribuzione, il wholesale registra un rialzo del 15,1% (+14,9% a tassi di cambio costanti). Su questo canale transita il 73% delle vendite, mentre il 24% è appannaggio dei negozi a gestione diretta, con ricavi per oltre 18 milioni di euro, in riduzione del 10,4% (-9,9% a tassi di cambio costanti). La variazione, come spiega una nota, è sostanzialmente riconducibile ai minori afflussi turistici nelle principali città europee.

 

Le royalty sono diminuite dell'8,3% e riguardano il 3% del giro d'affari consolidato.

 

In un comunicato si parla di «buoni risultati del primo trimestre, che testimoniano l'apprezzamento della nostra offerta e la validità degli investimenti di valorizzazione dei marchi realizzati lo scorso anno, confermati da un +6% nella raccolta ordini per le collezioni del prossimo autunno-inverno».

 

«In particolare - prosegue la nota - siamo molto soddisfatti dei riscontri in Europa, Usa e Greater China, dove cresciamo rispettivamente dell'8,3%, del 29,5% e del 24%, nonostante le criticità in alcune aree e il rallentamento del canale retail, dovuto prevalentemente ai minori flussi turistici in Europa. Nei prossimi mesi puntiamo a intensificare la nostra presenza in territori a elevato potenziale, come il Far East e il Middle East» (nella foto, Moschino per l'inverno 2016/2017).

 

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