TRIMESTRALI

Ratti: crescono tutte le aree di business, ma la donna è stabile

Nel primo trimestre dell'anno, archiviato il 31 marzo scorso, il Gruppo Ratti ha raggiunto un giro d'affari di 23,3 milioni di euro, in aumento del 9,5% rispetto ai precedenti 21,3 milioni. In rialzo anche l'ebitda, da 1,1 a 1,2 milioni. Cautela nelle previsioni sull'anno.

 

Nel periodo considerato l'ebit è stato positivo per 494mila euro, dai 596mila dell'analogo quarter 2012. Lieve flessione, da 491mila a 434mila euro, per il risultato ante imposte. Al 31 marzo la posizione finanziaria netta si aggirava sugli 0,2 milioni di euro, dagli 1,4 milioni al 31 dicembre 2012, principalmente a causa, come si legge in una nota, di investimenti in "attività fisse" e della crescita del capitale circolante legato all'espansione del business.

 

Il comunicato sottolinea anche come tutte le aree in cui l'azienda è operativa abbiano messo a segno incrementi tranne la donna, sostanzialmente stabile.

 

A livello geografico, l'andamento in Italia non ha dato soddisfazioni, ma dagli altri Paesi sono giunti segnali che inducono a un moderato ottimismo. Tuttavia, l'outlook sul resto del fiscal year appare influenzato da elementi di incertezza, con particolare riferimento alla situazione politica e all'evoluzione delle aspettative dei consumatori nei mercati di riferimento.

 

Durante la riunione odierna, il cda ha infine predisposto il progetto della fusione mediante incorporazione di Collezioni Grandi Firme, realtà di diritto italiano controllata al 100%, focalizzata sulla vendita di tessuti al dettaglio. Un'operazione il cui obiettivo è semplificare la struttura del gruppo, "anche al fine di garantire una maggiore efficienza dei processi interni, con conseguenti benefici in termini di organizzazione e costi" (nella foto, il presidente di Ratti, Antonio Favrin).

 

 

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