TRIMESTRALI

Tiffany: balzo in avanti dell'utile netto, +50%

 

Performance più che positive per Tiffany nel trimestre chiuso il 31 ottobre scorso: i ricavi, a quota 911,5 milioni di dollari (+7%), hanno superato le stime degli analisti, che indicavano 889,5 milioni, mentre l'utile netto ha fatto un balzo in avanti del 49,7%, portandosi a 94,6 milioni di dollari. Tra i mercati più dinamici l'Asia-Pacifico.

 

Un'area, quest'ultima, dove le vendite hanno messo a segno un +27%, totalizzando 238 milioni di dollari. Unico tasto dolente, il Giappone: qui il fatturato è calato del 13%, a 128 milioni, a causa della volatilità dello yen. A cambi costanti si è verificato invece un incremento del 9%.

 

In America, il mercato più forte per Tiffany, il turnover ha raggiunto 417 milioni di dollari (+4%). Più contenuta (104 milioni) la cifra relativa all'Europa, in rialzo del 7%.

 

Fra gli indicatori economici del quarter spicca l'utile operativo con un +31%, oltre i 153 milioni di dollari.

 

Uno sguardo ai nove mesi evidenzia ricavi per 2,7 miliardi di dollari (+7%) e un utile netto di 285 milioni, in progresso del 20% (o del 23%, escludendo costi straordinari).

 

Ottimista il chairman e ceo Michael J. Kowalski, che ha sottolineato il sempre più forte appeal del brand e la sua dimensione internazionale. "Dal punto di vista del prodotto - ha affermato - l'ampliamento delle proposte, con una menzione particolare per la collezione Atlas (nella foto), ha ottenuto il riscontro che speravamo. Nell'alto di gamma, uno dei cavalli vincenti è stata la gamma in diamanti gialli".

 

Per il fiscal year 2013, si prevede che la crescita delle vendite sia "mid-single-digit" e che l'utile netto oscilli fra i 3,65 e i 3,75 dollari per azione, contro i 3,50-3,60 stimati in precedenza e i 3,12 dollari del 2012. Alla voce distribuzione, sono in programma sei opening in America, sette in Asia-Pacifico (dove però ci saranno due chiusure, di cui una in Giappone) e tre nel nostro continente.

 

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