TRIMESTRALI e nove mesi

Gucci inarrestabile (+49,4%) e Kering sfonda il tetto del +28%

Gucci continua a macinare risultati stellari: nei primi nove mesi del 2017 ha registrato un fatturato di 4,4 miliardi di euro (+45,5%), quando nell'intero 2016 ne aveva totalizzati 4,37. Nel terzo trimestre ha sfiorato gli 1,6 miliardi, in progress del 49,4%. Una locomotiva per la casa madre Kering, il cui turnover nel quarter è stato di 3,9 miliardi (+28,4%), mentre i nove mesi si attestano sugli 11,2 miliardi (+27,2%).

 

Le vendite trimestrali di Gucci per quanto riguarda i negozi a gestione diretta (nei quali viene realizzato l'87% del business) hanno messo a segno un +50,9%, con incrementi a doppia cifra in tutte le categorie merceologiche e aree geografiche. L'e-commerce è stato in progress a tripla cifra. Quanto al wholesale, è progredito del 43,9%.

 

Non stupisce quindi che ieri sera, 24 ottobre, il ceo Marco Bizzarri - l'altra faccia della medaglia nel successo di Gucci, alimentato a livello stilistico dall'inesauribile estro creativo di Alessandro Michele - abbia ricevuto negli Stati Uniti il premio Ceo Creative Leadership di Wwd.

 

Nel quarter la divisione Luxury di Kering ha marciato a ritmo sostenuto, portandosi a quasi 2,7 miliardi di euro (+32,3%), spinta a livello distributivo dal canale dos (+36,8%), ma soprattutto dall'online (quasi +80%). Dinamico anche l'andamento nei multimarca (+21,7%). Nei nove mesi il lusso targato Kering ha ottenuto un giro d'affari di 7,7 miliardi di euro, con un incremento del 29,6%.

 

Merito non solo di Gucci ma anche di Yves Saint Laurent, che nei tre mesi si è posizionato a 383,7 milioni di euro (+22,2%), con un +21,1% nei monomarca, un +23,4% nei multimarca e un «avanzamento a passo sostenuto» nelle vendite sul web. Nei nove mesi si parla di 1,09 miliardi di euro, +26,2%.

 

Sostanzialmente stabile il fatturato di Bottega Veneta: il trimestre ha segnato un +0,9%, a quota 280,7 milioni di euro. Su base "reported" si è evidenziato un calo del 4,5%. Nel canale dos, che riguarda l'84,5% del sell out, la crescita è stata del 2,8%. Passando ai nove mesi, il giro d'affari ha superato gli 871 milioni di euro (+1,7%).

 

Uno sguardo agli altri luxury brand del colosso guidato da François-Henri Pinault mette in risalto i 459,6 milioni di euro raggiunti nel quarter (+17%), con un +19,3% nel settore Couture & Leather Goods, e gli 1,3 miliardi dei nove mesi (+12,3%). Trainante il ruolo di Balenciaga, «la cui collezione primavera-estate è stata accolta con favore, rinforzando l'appeal del marchio». Il brand disegnato da Demna Gvasalia ha recentemente aperto un flagship in avenue Montaigne a Parigi.

 

Infine, i risultati delle Sport & Lifestyle Activities: quasi 1,2 miliardi di vendite nel quarter (+15,9%) e 3,3 miliardi nei nove mesi (+14,9%). La quasi totalità del fatturato è realizzata tramite Puma, che si è attestato a 1,1 miliardi nel quarter, avanzando del 17,3%, con le scarpe in aumento del 23,2% e gli accessori del 23,8%. Nei nove mesi il marchio ha superato i 3,1 miliardi (+16,3%).

 

«Puma - si legge in una nota - ha continuato a lanciare prodotti innovativi, come la collezione Puma One, e a confermare il successo di articoli già apprezzati dal mercato, quali Tsugi, Basket Heart e Ignite Limitless. Da segnalare anche l'avvio della partnership con la cantante, attrice e icona social Selena Gomez».

 

Non è andata altrettanto bene alle altre label Sport & Lifestyle, in primis Volcom, che hanno incassato perdite sia nel trimestre che nei nove mesi (nella foto, la primavera-estate 2018 di Gucci).

 

stats