TRIMESTRALI e nove mesi

Under Armour: andamento sottotono per colpa del Nord America

Nove mesi con il freno tirato per Under Armour, che ha registrato una pesante flessione degli utili netti, scesi da 153 a 39 milioni di dollari (-74%), mentre i ricavi, pari a 3,6 miliardi di dollari, sono aumentati del 2,5%. Difficoltà anche nel trimestre. Rivista al ribasso la stima sull'anno.

 

Si tratta del primo scivolone della realtà dell'active sportswear dalla quotazione, da attribuire innanzitutto all'impasse sul mercato nordamericano, anche se già da mesi il fenomeno Under Armour mostrava segni di cedimento.

 

I dati del terzo trimestre evidenziano una riduzione del giro d'affari del 5%, a quota 1,4 miliardi di dollari, al di sotto le aspettative degli analisti, con un -12% in Nord America che ha offuscato il +35% a livello internazionale.

 

L'utile netto si è più che dimezzato, da 128,2 a 54,2 milioni di dollari. Tra le categorie merceologiche, l'abbigliamento è sceso dell'8%, mentre le calzature hanno guadagnato un 2%. Debole il canale wholesale, -13%.

 

Va detto che la caduta libera degli utili è in parte da ascrivere a un piano di ristrutturazione in atto. Il ceo e chairman Kevin Plank ha sottolineato come l'azienda stia lavorando approfonditamente per affrontare le sfide del mercato, puntando su innovazione, sintonia con il consumatore e velocità nello sfornare nuovi prodotti.

 

Plank si è definito prudente sugli esiti del fiscal year, che dovrebbe chiudersi con un incremento delle vendite non oltre il "low-single digit" (nella foto, proposte Under Armour).

 

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