Tecnologia

Miroglio: «Con Retail 4.0 il digital in negozio è realtà»

Preme l'acceleratore sulla tecnologia il Gruppo Miroglio, ai blocchi di partenza con il progetto Retail 4.0: una serie di iniziative che puntano a migliorare l'efficienza del retail, dai chip Rfid al software per integrare online e offline, fino al "borsino" che associa intelligenza artificiale ed esperienza del venditore in negozio.

 

«Vogliamo portare soluzioni 4.0, come quelle di cui si parla nel settore industriale, anche nel retail, utilizzando la tecnologia e il digitale per offrire alle nostre clienti una shopping experience più ricca e completa e per aumentare e migliorare l'efficienza dei nostri punti vendita», spiega Hans Hoegstedt, nuovo ceo di Miroglio Fashion, società che crea e commercializza 11 brand tra cui Motivi, Oltre, Elena Mirò e Fiorella Rubino, con oltre 1.100 monomarca.

 

1,6 milioni di euro: questo l'investimento per le nuove "casse intelligenti", ossia il sistema XStore sviluppato in partnership con Oracle che prevede la sostituzione su tutta la rete internazionale del software di negozio, attivando nuove modalità di integrazione tre negozi fisici e online. Il roll-out del progetto, partito lo scorso gennaio, è previsto tra il quarto trimestre del 2017 e il primo semestre del 2018 e riguarderà tutti i brand del gruppo.

 

Mirato ai 170 canali della catena Fiorella Rubino il progetto in collaborazione con Temera, che punta a introdurre un sistema di tracciatura dei prodotti a livello di singolo capo tramite etichettatura con chip Rfid. Un modo per identificare i capi con lettura a distanza e per snellire i passaggi di gestione della merce instore, con benefici su tutta la catena logistica e i processi multicanale.

 

Come si legge sul comunicato, si tratta di «un'iniziativa che si distingue a livello italiano ed europeo per il numero di negozi coinvolti, per l'obiettivo di avere un negozio completamente taggato e per l'ampiezza dei processi rivisti, dal magazzino centrale fino alla vendita e alla gestione del reso, passando per l'antitaccheggio». Un piano che prevede un investimento di 1,5milioni di euro.

 

Grazie alla collaborazione con Evopricing e Università di Torino, nasce il "borsino", ossia un sistema integrato di riassortimento dal magazzino centrale e movimentazione tra negozi che combina dati quantitativi e sensibilità del personale di vendita, sfruttandone la capacità predittiva. Il processo è in produzione sulle reti Fiorella Rubino ed Elena Mirò dallo scorso settembre, per cui l'intera stagione autunno-inverno 2016 è stata gestita con le nuove modalità, da cui è stato sviluppato un modello per la valutazione dei risultati ottenuti.

 

L'iniziativa, come ha sottolineato Hoegstedt, «rientra nel nuovo piano "300 in 300", che prevede un investimento di 15 milioni di euro per rinnovare l'immagine di 300 punti bendita di Miroglio Fashion in 300 giorni, in un'ottica di maggiore distintività e personalizzazione dei brand».

 

Dal 1947 attivo nei settore del tessile e della  moda, il Gruppo Miroglio è presente in 34 Paesi con quattro insediamenti produttivi e con un giro di affari di 645 milioni di euro nel 2015. Opera tramite Miroglio Fashion, la società in carico della parte abbigliamento, e Miroglio Textile, specializzata in tessuti stampati, nella carta transfer e nei film tecnici per la decorazione di varie tipologie di materiale.

 

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