Tessuti

Il colosso del denim Isko chiuderà il 2012 in crescita a doppia cifra

Con un giro di affari di circa un miliardo di euro nel 2011, il 40% circa del totale del gruppo Sanko a cui fa capo, il big del denim turco Isko si avvia a chiudere l'anno in progress a doppia cifra. E in controtendenza rispetto ai dati del settore.

 

"In un momento in cui, a livello globale, la domanda di denim è scesa dell'8% - ha spiegato ieri nel corso di una conferenza stampa all'Hotel Diana di Milano il marketing director di Isko, Marco Lucietti - arriveremo al traguardo dell'anno con risultati ottimi". "Ecco perché - ha chiarito Fatih Konukoglu, ceo di Isko e membro del board of director di Sanko Group, nonché uno dei rappresentati della quinta generazione della famiglia che detiene il 100% della realtà made in Turkey - abbiamo deciso di investire nel denim un ulteriore 40% delle nostre capacità negli anni a venire".

 

Un investimento non da poco per una realtà da 2,2 miliardi di euro di fatturato, attiva da oltre 100 anni, che impiega oltre 15mila addetti in ben 20 aree di business (dalle energie rinnovabili al settore nautico, dall'agricoltura alle attività finanziarie). Una realtà globale nel vero senso della parola, se si considera che oggi circa il 90% della produzione tessile viene esportato e che nel mondo esistono 35 uffici diretti Isko.

 

Con i suoi 1.200 telai automatici situati nello stabilimento di Bursa e una forza lavoro di oltre 6mila addetti a livello mondiale, Isko produce ben 200 milioni di metri di tessuto l'anno, destinati ai capi jeans delle più importanti etichette a livello internazionale.

 

L'Italia, in particolare, rappresenta un importante hub per Isko dal punto di vista dello sviluppo prodotto, del marketing e dell'ingegnerizzazione dei capi e dei lavaggi. Oltre alla sede Isko Italia di Bergamo, sono operativi oggi due punti di riferimento chiave per la produzione di denim. Si tratta della Iskoteca di San Benedetto del Tronto - divisione per la ricerca sui trattamenti e sui tessuti, dove sono catalogati oltre 25mila concept dell'azienda - e della Creative Room di Castelfranco Veneto, centro per il design e la ricerca, che affianca i marchi fashion, jeanswear, sportswear, streetwear.

 

A proposito di brand, significative sono le collaborazioni con realtà di spicco come Diesel, Dondup, Jeckerson, Fornarina, Geox, Hudson, da cui sono nati progetti e prodotti speciali. "Partnership nelle quali abbiamo voluto mettere la faccia - conclude Lucietti - perché abbiamo capito l'importanza di essere riconosciuti come un ingredient brand. Una strategia che i nostri clienti hanno capito e recepito e che ci sta portando sempre più in alto a livello di posizionamento".

 

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