Trimestrale

Nonostante i conti in crescita, Ferragamo affonda in Borsa (-5%)

Seduta in ripiegamento per Ferragamo, che cede in chiusura oltre il 5%, nonostante i conti in crescita. La società di moda ha pubblicato ieri (13 maggio) a Borse chiuse i conti del primo trimestre, che hanno visto l'utile salire del 17% a 32 milioni e il fatturato del 10% a 327 milioni.

 

Dopo la diffusione dei risultati trimestrali, gli analisti di Jp Morgan hanno limato da 25,5 euro a 25 euro il target price sulla società, segnalando che la redditività è stata inferiore alle attese.

 

Gli analisti di Barclays ritengono invece che a questi livelli di prezzo le azioni di Ferragamo siano correttamente valutate, dopo la corsa del +40% messa a segno nell'ultimo anno, contro il rialzo del 13% registrato in media dai titoli del lusso.

 

Tra l'altro, hanno sottolineato gli esperti di Barclays, mentre i ricavi sono risultati in linea con le attese, i margini registrati nel primo trimestre 2015 hanno battuto le previsioni.

 

Tornando alla trimestrale pubblicata ieri, dal punto di vista geografico l'Asia Pacifico si conferma il primo mercato della griffe, in crescita del 11% (stabile a tassi di cambio costanti), rispetto al primo trimestre 2014. In particolare, i negozi diretti in Cina hanno registrato nel corso dei primi tre mesi dell'anno un incremento delle vendite del 22% (+9% a tassi di cambio costanti).

 

L'Europa ha messo a segno nel corso dei primi tre mesi del 2015 un incremento dei ricavi del 2% (+1% a tassi di cambio costanti) rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, con un rialzo a doppia cifra del business retail, mentre il wholesale ha registrato una contrazione dei ricavi.

 

Per quanto riguarda le vendite per categoria merceologica, la parte del leone continuano a farla le calzature (+8,6%) a 135 milioni e la pelletteria (+15,7% a 120,8 milioni). Positivo anche il ready to wear (+4%) a 22,8 milioni, anche se con un'incidenza sempre minore sul giro d'affari della Ferragamo.

 

L'unico segmento in terreno negativo è quello dei profumi, che ha lasciato sul campo l'11,7%.

 

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