Trimestrali

+7,7% i ricavi "comparable" di Kering. E Gucci recupera

Nel secondo trimestre, il gruppo del lusso Kering ha raggiunto i 2,9 miliardi di ricavi, in aumento del 22% rispetto all'analogo periodo del 2014 e del 7,7% a periodi comparabili.

 

La controllata Gucci - la più importante griffe nel gruppo, in termini di volume d'affari - ha raggiunto miliardo di ricavi nel quarter, segnando un +19,9% e, a sorpresa, un +4,6% a struttura e cambi costanti, contro il -7,9% del primo trimestre 2015 (-1,1% nell'intero 2014). Come riporta Reuters, gli analisti avevano previsto un calo like-for-like tra il 2,5% e il 3% nei tre mesi terminati il 30 giugno scorso. Il direttore finanziario di Kering, Jean-Marc Duplaix, ha spiegato che il marchio delle due G ha beneficiato dello shopping dei turisti cinesi in Giappone ed Europa Occidentale.

 

«Siamo particolarmente soddisfatti dei progressi di Gucci e di come è stata accolta positivamente la nuova direzione creativa», ha commentato François-Henri Pinault (nella foto), presidente e ceo di Kering, riferendosi ad Alessandro Michele. Gli effetti sul bilancio del nuovo Gucci, che ha cambiato anche il ceo, arruolando Marco Bizzarri, si percepiranno però solo alla fine dell'esercizio e all'inizio del 2016.

 

Nel secondo trimestre il marchio di Kering più dinamico risulta Yves Saint Laurent, che ha realizzato un +42% (+27% a periodi comparabili) a 231 milioni di euro. Bottega Veneta è cresciuta del 23,5% (+9% a cambi e struttura costante) a 339 milioni. La voce "altri brand" (tra cui Stella McCartney e Alexander McQueen) evidenzia un +28,6% (+6,4% like-for-like) a 432 milioni.

 

Le attività Sport & Lifestyle, dove il marchio maggiore è Puma, hanno raggiunto gli 841 milioni di giro d'affari, in aumento del 18,6% (+7,1% comparable).

 

Nel primo semestre i ricavi di Kering sono saliti del 17% a 5,5 miliardi di euro (+3,5% comparable) per effetto del +17,8% dei luxury brand e del +15,5% della unit Sport & Lifestyle. Gucci, in particolare ha realizzato un +11,8% a 1,87 miliardi di euro (-1,6% comparable).

 

Il risultato operativo dell'intero gruppo è sceso del 5,4% a 773 milioni mentre l'utile di metà anno ha realizzato un +129% a 423 milioni (-13% senza tenere conto delle partite non ricorrenti).

 

Il management ipotizza che le recenti fluttuazioni dei cambi sui livelli attuali potrebbero avere un impatto positivo a livello di ricavi, ma effetti misti sui risultati del gruppo.

 

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