Trimestrali

Burberry batte le stime. Gobbetti: «C'è ancora del lavoro da fare»

Burberry in ripresa grazie alla Cina. Nel primo trimestre fiscale le vendite retail sono salite a 478 milioni di sterline (circa 536 milioni di euro): +13% ai cambi attuali e +3% a valute costanti. Come riporta Bloomberg, la media degli analisti prevedeva un fatturato inferiore, pari a 471 milioni di sterline.

 

Nei tre mesi terminati il 30 giugno i ricavi comparabili hanno realizzato un +4%, grazie al recupero della Cina Mainland e al +5% circa dell'Asia-Pacifico. Il fatturato in Regno Unito, grazie all'indebolimento della sterlina, ha contribuito alla performance "high single-digit" in Emeia (Europa, Middle East, India e Africa). Nelle Americhe, invece, Burberry ha registrato una flessione "low single-digit".

 

Quanto alle vendite online, stanno continuando a crescere e gli acquisti "in mobilità" hanno raggiunto il 40% dell'e-commerce mix. In Cina i ricavi di questo segmento sono più che raddoppiati rispetto a un anno prima.

 

A pochi giorni dal suo insediamento ufficiale al timone del gruppo, Marco Gobbetti afferma: «Siamo soddisfatti della nostra performance nel primo trimestre, pur avendo la consapevolezza del lavoro che c'è ancora da fare. Questo è un momento di grande cambiamento per Burberry e per l'industria di lusso. Non vedo l'ora di costruire sulle fondamenta gettate da Christopher Bailey e dalla squadra e di creare nuove energie per la crescita del gruppo".

 

Nel fiscal year 2018, Burberry intende focalizzarsi sulla produttività degli store all'attivo. In merito al wholesale stima ricavi semestrali in linea con il primo semestre dell'esercizio fiscale 2017 (287 milioni di sterline).

 

L'intero esercizio dovrebbe vedere un incremento delle vendite derivanti dal licensing (+20% nelle previsioni della società), per effetto della recente cessione del business del beauty in licenza a Coty.

 

A metà mattina il titolo Burberry regista un rialzo di oltre due punti percentuali alla Borsa di Londra e passa di mano al prezzo di 16,15 sterline per azione.

 

Secondo l'analista John Guy di MainFirst Bank, intervistato da Bloomberg, Gobbetti cercherà di prendere un maggiore controllo della distribuzione, con conseguente ulteriore ripulitura del canale wholesale: una strategia simile a quella adottata da Lvmh per Céline.

 

Di fatto è disposto a sacrificare le vendite di breve periodo per proteggere/elevare il brand e migliorare la produttività nel lungo periodo.

 

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