Trimestrali

Con la Cina e la Brexit Richemont recupera nel quarter

Vendite in ripresa per il gruppo elvetico Richemont, che nel terzo trimestre terminato il 31 dicembre ha registrato una crescita del 6% (+5% a cambi costanti). A dare impulso soprattutto il business dei gioielli e quello degli orologi, limitatamente al canale retail.

 

Richemont ha raggiunto i 3,09 miliardi di euro di fatturato nel quarter, dove oltre un miliardo riguarda le vendite in Asia-Pacifico, in amento del 10%, soprattutto grazie alla Cina Continentale e alla Corea, mentre continuano a diminuire gli acquisti a Macao e Hong Kong. Discesa contenuta in Giappone (-1%).

 

Il secondo maggiore mercato, l'Europa, ha segnato un +3%, dopo il -17% dei primi sei mesi dell'esercizio fiscale: un miglioramento spiegato principalmente dai maggiori acquisti da parte di residenti e turisti in Regno Unito.

 

Nelle Americhe il gruppo ha messo a segno un +8%, mentre ha registrato un -1% fra Medio Oriente e Africa.

 

A livello merceologico, i gioielli (Cartier, Van Cleef & Arpels) hanno totalizzato un +8%, mentre gli orologi hanno segnato un -2% (Baume & Mercier, IWC, Jaeger-LeCoultre, Officine Panerai, Piaget e Vacheron Constantin, per citare alcuni marchi).

 

Il gruppo, che è anche proprietario del 49.05% dell'e-tailer Yoox Net-a-Porter, è cresciuto del 7% alla voce "altri business", prevalentemente per effetto del buon andamento del ready-to-wear Chloé, del menswear Peter Millar e degli strumenti di scrittura Montblanc.

 

Nonostante il recupero del terzo trimestre, i nove mesi terminati il 31 dicembre 2016 evidenziano un calo delle vendite del 7% ma questo non preoccupa il mercato azionario: intorno alle 12 il titolo Richemont realizza un rialzo dell'8% alla Borsa svizzera ed è tratato al prezzo di 76,80 franchi per azione.

 

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