Trimestrali

Gap migliora oltre le stime e nomina un ex Google nel board

Di nuovo segnali positivi dal retailer americano Gap. Per il quarto trimestre consecutivo il gruppo cresce e realizza un aumento dei ricavi del 3% a 3,84 miliardi di dollari.

 

Nel terzo trimestre, terminato a fine ottobre, Old Navy (il brand con maggiore peso in termini di ricavi) ha registrato un aumento delle vendite del 4% in linea con le performance di un anno prima. Migliora nettamente l'insegna Gap, che passa dal -4% al +1% (nella foto, un look invernale). Banana Republic invece rallenta la discesa, passando dal -6% di 12 mesi fa al -1%.  

 

A periodi comparabili l'incremento complessivo dei ricavi del gruppo, che controlla anche i marchi Athleta, Intermix e Weddington Way, è stato del 3%, dal -1% precedente. La media degli analisti interpellati da Thomson Reuters prevedeva un +1,01%.

 

Una maggiore incidenza delle spese operative incide sull'ebit, che scende da 389 a 378 milioni di dollari, ma il minore prelievo fiscale porta l'utile da 204 a 229 milioni.

 

Nei nove mesi il turnover del gruppo di San Francisco è rimasto pressoché stabile (da 11,09 a 11,08 milioni), il risultato operativo ha raggiunto il miliardo di dollari (da 890 milioni) e l'utile è salito da 456 a 643 milioni.

 

L'utile per azione è aumentato da 0,51 a 0,58 centesimi di dollaro, mentre gli analisti si aspettavano 0,54 dollari, dopo vendite ipotizzate a 3,76 miliardi.

 

In questi giorni Gap ha annunciato l'ingresso nel board di Chris O’Neill, efficace dal febbraio 2018. Il 44enne O’Neill è l'attuale ceo di Evernote Corporation, azienda californiana che sviluppa App, dove lavora dal 2015. In più vanta un'esperienza decennale in Google, compreso Google X, noto come "laboratorio segreto" di Google, che si occupa di ricerca sperimentale.

 

O’Neill ha fatto anche parte del cda della catena canadese di caffè Tim Hortons e di Shop.org, la divisione digital della National Retail Federation.

 

Il gruppo prevede per fine esercizio profitti adjusted tra 2,08 e 2,12 dollari per azione, dal precedente range di 2,02-2,10 dollari. Le vendite annuali a pari perimetro dovrebbero crescere a un tasso "low-single digit" mentre in precedenza ci si aspettava un consolidamento.

 

 

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