Trimestrali

Guess in flessione ma stima un recupero nei prossimi mesi

Challenging: un parola ormai ricorrente in questa tornata di trimestrali americane, che anche Guess usa a commento dei risultati, soprattutto con riferimento al mercato statunitense e canadese.

 

I tre mesi terminati a fine aprile rivelano una discesa del fatturato del 6% a 449 milioni di dollari. Nelle Americhe il gruppo di Los Angeles ha registrato una flessione del 5%, mentre in Europa la discesa è risultata più contenuta (-1% e -3% a cambi costanti). In Asia il turnover è diminuito del 15% (-11% a valute invariate), soprattutto per il rallentamento della Greater China.

 

Il bilancio trimestrale mostra un risultato operativo negativo per 29 milioni (dall'utile operativo di 4,4 milioni dello stesso periodo del 2015) e una perdita netta di 25 milioni di dollari (dal precedente utile di 3,3 milioni).

 

Nel secondo trimestre fiscale i ricavi dovrebbero aumentare tra lo 0,5% e il 2,5% a valute costanti. La crescita su base annuale, nelle stime del management, dovrebbe risultare nell'intervallo 5,5%-7,5%.

 

Il gruppo quotato a New York ha all'attivo 840 store diretti e altri 792 negozi gestiti attraverso licenziatari e partner distributivi.

 

Ieri Abercrombie & Fitch ha pubblicato una trimestrale a sua volta in rosso, su cui pesa un calo dei ricavi del 3%, e ha annunciato che chiuderà 60 negozi. Una settimana fa Gap ha prospettato la chiusura di 75 negozi, dopo il calo delle vendite e dei profitti trimestrali.

 

La spiegazione ricorrente a queste performance non riguarda mai il prodotto bensì i mercati, di difficile interpretazione, e il dollaro forte, che ha ridotto drasticamente anche la spesa dei turisti negli Stati Uniti. Le promesse agli azionisti per incrementare valore riguardano soprattutto tagli ai costi e controllo delle spese, riorganizzazione della distribuzione e investimenti nelle strategie multicanali.

 

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