Trimestrali

H&M: in flessione i nove mesi, positivo il trimestre

Il colosso della fast fashion H&M conclude il terzo trimestre con utili a 4,4 miliardi di corone svedesi, in aumento del 22% rispetto al risultato dello stesso periodo del 2012. Un'accelerazione che limita i danni sul bilancio a nove mesi: 11,54 miliardi di corone l'utile, poco al di sotto dei precedenti 11,58.

 

Quanto all'utile operativo, nei tre mesi terminati a fine agosto il gruppo svedese ha totalizzato 5,77 miliardi di corone (da 4,8 miliardi). Nell'esame dei nove mesi la cifra scende a 14,9 miliardi (-2%).

 

I ricavi quarterly hanno totalizzato 32 miliardi (+11%), migliorando la performance dei tre trimestri (92 miliardi, +4,3). Tra giugno, luglio e agosto il gruppo ha beneficiato di un andamento delle vendite particolarmente positivo in Asia (Cina e Giappone in primis), ma anche in mercati europei come Germania, Francia, Italia, Danimarca, Polonia e Russia (nella foto, due look della mini-collezione H&M, disegnata in collaborazione con la giovane stilista coreana Minju Kim).

 

Nei nove mesi sono stati aperti 215 store, a fronte di 27 chiusure: al 31 agosto il numero di negozi all'attivo risulta di 2.964: in gran parte sono a insegna H&M (più di 2.700), ma nel totale sono compresi 75 punti vendita Cos, 69 Monki, 22 Weekday, 7 & Other Stories e 4 Cheap Monday. Un centinaio di essi sono in franchising.


Il management ha mantenuto invariato l'obiettivo di incrementare la rete retail del 10-15% ogni anno. Per il 2013 sono stati pianificati 350 opening, distribuiti soprattutto in Cina (in settembre è stato inaugurato lo store numero 3.000 a Chengdu) e Stati Uniti, ma grandi opportunità si vedono anche nel nostro Paese (insieme a Russia, Germania, Uk, Polonia e Francia).

 

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