Trimestrali

Hugo Boss batte le stime e riconferma l'outlook

Nel terzo trimestre la tedesca Hugo Boss perde il 3% dei ricavi, che scendono a 703 milioni di euro, ma dalla Cina arrivano segnali positivi.

 

Nel quarter l'Europa ha registrato un -5% e gli Usa un -14% (in valute locali), un esito non sufficientemente compensato dalla crescita a due cifre in Centro e Sud America. In Cina la discesa è stata del 4% a valute costanti, ma le vendite like-for-like hanno interrotto il trend negativo dei trimestri precedenti.

 

Il gruppo di Metzingen ha registrato un +2% nei negozi a gestione diretta (-6% a periodi comparabili) e un -15% del business online (senza l'effetto valute), che in ottobre ha visto il rilancio del sito. Le vendite wholesale hanno invece accusato un -11% a parità di cambi.

 

Nel terzo trimestre l'ebitda prima di alcune voci non ordinarie ha subito un -14% a 144,5 milioni di euro, oltre le stime degli analisti interpellati da Bloomberg, che avevano previsto la cifra di 138,5 milioni. L'ebit di Hugo Boss è sceso del 17% a 109,5 milioni di euro e l'utile netto del 9% a 80,6 milioni.

 

Poco dopo le 16 le azioni Hugo Boss registrano un aumento del 5,5% alla Borsa di Francoforte a 59,4 euro per azione, su livelli che non raggiungevano dallo scorso febbraio.

 

Per la fine dell'esercizio il management, guidato dal nuovo ceo Mark Langer, ha confermato la previsione di vendite invariate o al più in calo del 3% ( valute costanti), su cui peserà un -10% delle vendite wholesale.

 

L'ebitda prima di alcuni "special items" dovrebbe registrare una flessione tra il 17% e il 23%. Gli utili potranno beneficiare di un ulteriore risparmio di costi (stimato a circa 65 milioni di euro, da una precedente previsione di 50 milioni), anche per effetto della rinegoziazione degli affitti dei negozi gestiti direttamente (nella foto, la capsule Eveningwear, proposta per la linea maschile Boss).

 

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