Trimestrali

Kering: +5,6% la divisione lusso, poco mosso Gucci

Il gruppo francese Kering, che controlla Gucci Group e Puma, termina il terzo trimestre con ricavi pari a 2,5 miliardi di euro, in aumento del 3,4% rispetto allo stesso periodo del 2012 su base comparabile. Il lusso cresce del 5,6%, non grazie al brand Gucci (+0,6%).

 

Nel quarter la divisione luxury ha raggiunto quota 1,6 miliardi di ricavi (+5,6% a periodi comparabili, sostenuto dal +8% dei negozi gestiti direttamente), che salgono a 4,7 miliardi considerando i nove mesi (+7,1%). Tra le griffe più dinamiche spicca Bottega Veneta, che nei tre mesi ha messo a segno un +16% a periodi comparabili. Saint Laurent è cresciuto del 12%, grazie anche a un netto recupero in Giappone (+40%). Gucci, che risente di un calo nel segmento wholesale, come risultato di una politica distributiva più selettiva, ha segnato un +0,6% a periodi comparabili (-5,4% a valori correnti). A impattare sulle vendite anche la domanda in Italia, il maggiore mercato in Europa Occidentale. Gli altri marchi (tra questi Stella McCartney, Alexander McQueen, Balenciaga e Brioni) hanno complessivamente registrato un +9% su base comparabile. 

 

I ricavi dei brand dello sport e del lifestyle (tra questi Puma, Volcom e Tretorn) sono scesi a 896 milioni (-0,9%) nel trimestre e a 2,5 miliardi nel periodo gennaio-settembre (-2,4%).

 

 

François-Henri Pinault, chairman e ceo del gruppo ex-Ppr, resta positivo sull'intero esercizio supportato dal buon andamento dei margini lordi, combinato a uno stretto controllo dei costi operativi. Quanto alla divisione Sport & Lifestyle, che ha penalizzato i conti consolidati, ha commentato: "I ricavi, che riflettono condizioni sfavorevoli sul fronte consumi, sono diminuiti in linea con le nostre previsioni. Un nuovo management team è stato incaricato di trasformare radicalmente Puma e di ridare impulso al marchio”. In più Kering è in trattativa con diversi potenziali buyer per la cessione di La Redoute.

 

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