Trimestrali

L'euro forte si fa sentire sui conti di Hermès

Hermès rallenta la corsa nel terzo trimestre. I ricavi, pari a 895,5 milioni di euro, mostrano un aumento del 5,5% rispetto allo stesso periodo del 2012, contro il +10% del secondo quarter. Tuttavia, a cambi costanti il gruppo del lusso è cresciuto del 12,9%.

 

Senza tenere conto dell'effetto cambi, Hermès ha messo a segno un +17,6% nelle Americhe, un +13% in Asia e un +10,5% in Europa. Da un confronto a valute correnti spicca il -19,6% in Giappone, che ha penalizzato l'andamento dell'intera area asiatica (+0,7%). Le performance maggiori riguardano la voce abbigliamento e accessori fashion (+19%), che rappresenta il secondo maggiore business dopo gli articoli in pelle e la selleria (+8,4%), e la voce altri settori (+34%, che include linee come i gioielli e l'art of living).

 

Nei nove mesi terminati a fine settembre, il fatturato della società è salito del 9% a 2,66 miliardi di euro (+13,9% a valute invariate). A livello di merceologie, solo gli orologi segnano un calo (-2,6%, ma +1,2% a cambi costanti), mentre dall'analisi dei singoli mercati tutti le aree di riferimento mostrano tassi di crescita a due cifre eccetto il Giappone (+7,2% senza effetto cambi).

 

Sulla base di questa trimestrale, il management prevede di chiudere il bilancio con una crescita del giro d'affari dell'11% (+10% la stima precedente), ipotizzando che l'euro si mantenga sui livelli attuali. I margini dovrebbero mantenersi sui livelli record raggiunti nel 2012 (32,1%).

 

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