Trimestrali

Levi's: aumentano le vendite, ma frenano gli utili

Fatturato in crescita del 6%, a quota 1,07 miliardi di dollari per il secondo quarter di Levi Strauss & Co.. In sensibile incremento (+13%) le vendite direct-to-consumer. L'azienda rivede al rialzo le previsioni per l'esercizio fiscale, nonostante gli utili in calo del 43%.

 

I profitti sono diminuiti di ben 13 milioni di dollari, principalmente a causa di una perdita di 23 milioni di dollari destinati all'estinzione anticipata del debito, correlata all'attività di rifinanziamento nel trimestre, e volta a una riduzione del costo medio del debito e delle spese per gli interessi.

 

L'ebit rettificato è salito del 7%, come conseguenza dei ricavi e del margine lordo più elevati. Margine lordo che per il secondo trimestre è stato del 52,3% dei ricavi, rispetto al 51,1% nello stesso periodo dell'anno fiscale 2016: merito soprattutto dell'avanzata del turnover nel settore direct-to-consumer e nel business internazionale.
 

Significativo il balzo del 17% delle vendite in Europa, dovuto al buon andamento in tutti i mercati e in tutti i canali. In America l'incremento è stato più ridotto (+2%), a causa della contrazione del business wholesale. Crescita del 2% anche in Asia, grazie all'area direct-to-consumer.

 

Come ha sottolineato Chip Bergh, presidente e ceo dell'azienda: «La forte progressione del giro di affari nei tre mesi conferma i benefici di un portafoglio di marchi più bilanciato, dell'attività direct-to-consumer e del business internazionale, nonostante un leggero decremento delle attività wholesale negli Stati Uniti».

 

«Viste le performance nella prima metà dell'anno - ha concluso Bergh -  rivediamo al rialzo le previsioni per l'intero esercizio».

 

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