Trimestrali

Nike: vendite invariate e utile in calo a causa della debolezza in Nord America

Nel primo trimestre fiscale i ricavi di Nike restano fermi a 9,1 miliardi. Il marchio del "baffo" registra un aumento del 2% a 8,6 miliardi, mentre Converse accusa un -16% a 483 milioni. Sulle performance pesano le flessioni nel wholesale in Nord America.

 

Nell'area Emea il marchio Nike ha registrato un +5% (senza l'effetto cambi), in Greater China un +12% e in Asia Pacifico-America Latina un +6%. A livello merceologico il business più importante del footwear (nella foto, le prime skate shoe Nike al femminile) ha visto i ricavi in aumento dell'1% (a cambi costanti), a circa 5,5 miliardi di dollari. L'abbigliamento è salito del 5% a 2,6 miliardi, mentre la divisione "equipment" è rimasta sui livelli di un anno prima (circa 420 milioni).   

 

L'ebit del trimestre terminato il 31 agosto è passato da 1,28 a 1,07 miliardi (-16%) e l'utile netto del gruppo ha accusato un -24% a 950 milioni. «Il contenimento delle spese di vendita e amministrative non ha più che compensato - spiegano dalla società quotata a New York, la riduzione del margine lordo - il maggiore prelievo fiscale e la crescita di altre spese».

 

Mentre le scorte in magazzino salgono (+6%), il management prevede una crescita annuale del fatturato «low-single digit», che potrebbe beneficiare dell'indebolimento del dollaro e delle iniziative digital, inclusa la recente alleanza con Amazon, che secondo alcune stime dovrebbe permettere di realizzare 300-500 milioni di dollari in più.

 

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