Trimestrali

Prada: +18,8% l'ebit e +13,5% i profitti del primo quarter

Beneficiando del buon andamento delle vendite in Asia-Pacifico, il Gruppo Prada ha totalizzato 138,2 milioni di euro di profitti trimestrali, dai 121,7 dello stesso periodo del 2012. L'ebitda è salito del 20,4% a 240,8 milioni e l'ebit del 18,8% a 195,7 milioni.

 

La società quotata a Hong Kong, cui fanno capo oltre a Prada (nella foto di David Sims, l'attore Ben Whishaw, testimonial per il menswear autunno-inverno 2013/2014) anche marchi come Miu Miu, Car Shoe e Church's, ha totalizzato 782,3 milioni di euro di ricavi nel periodo terminato il 30 aprile (+13,9%): un valore sostenuto dal fatturato retail che si è attestato a 678,7 milioni (+19% e +8% a parità di negozi).

 

Nel quarter le vendite nette scendono del 7,9% in Italia, mentre nel resto d'Europa registrano un +7%. L'Asia-Pacifico si riconferma il primo mercato (316 milioni di euro circa, il giro d'affari a tre mesi) e totalizza un +24,8%, mentre le Americhe mettono a segno un +22,9%. Vistosa salita del Medio Oriente, nonostante sia ancora di scarso peso sul totale (22,8 milioni): +514,6% nei tre mesi. Negative le voci Giappone (-1,8%) e altri Paesi (-17,8%). 

 

A livello di brand, Prada si mette in evidenza per un +18%, arrivando a rappresentare oltre l'80% del turnover totale. Miu Miu, secondo maggiore business per fatturato, sale del 5%, mentre Church's segna un +2,8%. Deludente performance per Car Shoe, che accusa un -40,8% rispetto al primo quarter dello scorso esercizio.

 

Tenendo conto delle categorie merceologiche, si impone su tutti la pelletteria (+29%), segmento che ha quasi il 70% dei ricavi consolidati. Abbigliamento e calzature, che come spiega il gruppo sono più esposti al canale wholesale, subiscono rispettivamente un -5,1% e un -12,2%.

 

Quanto all'intero 2013, l'a.d. Patrizio Bertelli ha anticipato: "Sarà un anno nel quale continueremo a rimanere concentrati sull’espansione internazionale del network retail, senza peraltro distogliere l’attenzione da un rigoroso controllo di costi e capitale circolante, anche con l’obiettivo di salvaguardare la generazione di cassa.”

 

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