Trimestrali

Puma abbassa le stime sull'intero anno

Il brand tedesco dello sportswear Puma (Gruppo Ppr-Kering) ha tagliato le stime dei ricavi per l'intero esercizio, a causa del rallentamento dei consumi in Europa e Asia, evidente anche nei risultati del primo trimestre pubblicati oggi.

 

Il fatturato consolidato del quarter ha totalizzato 781,6 milioni di euro, in calo del 4,8% (-2,3% a parità di cambi). Nell'area Emea, in particolare, le vendite hanno subito un -4,8%, in Asia-Pacifico la discesa è stata del 2,9%, mentre nelle Americhe il gruppo ha registrato un +1,8%. Segni meno, a livello merceologico, per il footwear (-10%) e l'abbigliamento (-4,3%), a fronte di un +9,9% degli accessori.

 

L'ebit del periodo è sceso da 102 a 79 milioni (-22,6%), mentre l'utile è passato da 73,9 a 50,3 milioni (-32%). Il cfo Michael Laemmermann ha rassicurato che il piano di trasformazione e riduzione dei costi avviato continuerà a essere implementato, permettendo a Puma - che ha appena nominato un nuovo ceo, Bjorn Gulden, al posto di Franz Koch - di riguadagnare profittabilità nel lungo termine.

 

Tuttavia l'attuale clima di incertezza fa prevedere al management un calo delle vendite 2013 tra l'1% e il 5% (a parità di valuta). Ipotizzando un'ulteriore pressione sui margini, secondo i vertici difficilmente Puma potrà centrare l'obiettivo, precedentemente annunciato, di una crescita "low-to mid single-digit" dell'ebit (prima di alcune voci straordinarie). Confermate, invece, le attese di un aumento dell'utile, rispetto al risultato del 2012.

 

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