Trimestrali

Puma alza di poco le stime dopo la trimestrale. Azioni in calo

Nel primo trimestre i ricavi di Puma si attestano a 1,1 miliardi di ricavi, in aumento del 12,5% rispetto allo stesso periodo del 2017 (+21,5% a cambi costanti). Le previsioni per l'intero esercizio sono di una crescita tra il 10% e il 12% (senza l'effetto valute).

 

Nel quarter il gruppo dello sportswear ha raggiunto i 112 milioni di ebit, dai precedenti 70 milioni. L'utile è salito del 35,8% a 67,4 milioni.

 

Senza tenere conto dei cambi, la crescita maggiore risulta in Asia-Pacifico (+34,8%), Cina in testa. Buone performance anche in Emea (+18,6%) e nelle Americhe (+15,6%).

 

A livello merceologico, su tutti vince il footwear (+26,3% a parità di valute), seguito dall'abbigliamento e dagli accessori (+20,4% e +10,6% rispettivamente).

 

Puma, sponsor ufficiale del Milan, ha incrementato i costi operativi del 7,5% a 437 milioni, per via dei maggiori investimenti nel marketing e nel retail.

 

Per l'intero esercizio i ricavi sono previsti in aumento tra il 10% e il 12% a cambi costanti (dal +10% stimato in precedenza) mentre l'ebit dovrebbe collocarsi fra 310 e 330 milioni (da una previsione preliminare fra 305 e 325 milioni). Quanto all'utile è atteso un aumento "significativo".

 

Si tratta di una lieve revisione al rialzo, come ammettono dal gruppo tedesco. La prudenza è indotta dal clima di incertezza generale per via di fenomeni come le fluttuazioni dei cambi, ma anche dell'instabilità politica e delle tensioni commerciali fra Usa e Cina.

 

Interpellato da Reuters su quest'ultima questione, il ceo di Puma, Bjorn Gulden, ha detto che il gruppo potrebbe cambiare le proprie strategie produttive in Asia, spostandosi dalla Cina (dove realizza circa un terzo dei suoi prodotti) ad altri Paesi quali Vietnam e Indonesia per il footwear e per l'abbigliamento Cambogia e Bangladesh. Abiti e calzature cinesi potrebbero infatti rientrare nella lista del presidente Usa Donald Trump colpita da nuovi dazi.

 

Poco dopo le 17 le azioni Puma perdono il 2,45% alla Borsa tedesca a 407,75 euro per azione. L'indice Dax segna invece un -0,46%.

 

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