Trimestrali

Puma: deludono Sud Europa e Far East, ricavi in calo del 4%

Nel secondo trimestre Puma riduce del 4% i ricavi a 692 milioni di euro. Sulla performance negativa pesa il -7,2% accusato in Asia-Pacifico, ma anche le flessioni nei due principali mercati, le Americhe (-1,3%) e l'Emea (-4,7%).

 

Come ha spiegato il cfo Michael Laemmermann, si tratta di numeri in linea con le attese del gruppo dello sportswear, che sta portando avanti un piano di trasformazione e riduzione dei costi, nonché di revisione della rete distributiva. La crescita di lungo periodo dipenderà ora dal nuovo ceo Björn Gulden, in carica dal primo luglio, da Andy Koehler, di recente nominato coo, e da Torsten Hochstetter, da metà luglio global creative director.

 

A livello merceologico, il business principale del footwear ha registrato un -7%, mentre l'abbigliamento ha subito un -6,8%. Positivi invece gli accessori, in rialzo di oltre il 10%.

 

Nel quarter l'utile operativo di Puma è sceso da 47 a 31 milioni di euro, mentre il risultato netto è passato da 27 a 18 milioni. Nei sei mesi il fatturato è diminuito del 6,3% a 1,47 miliardi di euro, provocando una contrazione dell'ebit da 149 a 110 milioni di euro. L'utile di metà anno si è a sua volta ridotto 68 milioni, dai 101 del primo semestre del 2012.

 

Il management ha confermato le previsioni di fine anno: il giro d'affari, a parità di valute, dovrebbe diminuire a un tasso "low to mid single-digit"; il calo atteso delle spese operative dovrebbe permettere un aumento dell'utile netto.

 

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