Trimestrali

Puma in perdita ma le vendite salgono del 9%

Il gruppo tedesco dello sportswear Puma registra un'impennata delle vendite trimestrali, soprattutto in Emea (+10,4%) e Asia-Pacifico (+11%). Per il 2017 il ceo Bjorn Gulden stima una crescita a un tasso "high single-digit", a valute costanti, dopo il +10% del 2016.

 

Il marchio, controllato dal gruppo francese Kering, ha messo a segno un +9% dei ricavi, saliti a 958 milioni di euro, ma ha lievemente incrementato le perdita da 4,3 a 4,6 milioni. Gli analisti interpellati da Reuters avevano previsto un fatturato trimestrale inferiore, di 947 milioni, e una perdita maggiore, a 5 milioni.

 

Sulla base di queste performance il management prevede che le vendite nette del 2017 saliranno a un tasso high single-digit, dopo la crescita del 10% (a cambi costanti) registrata nel 2016, a 3,6 miliardi di euro. L'ebit dovrebbe collocarsi nell'intervallo 170-190 milioni di euro, dai 128 milioni del 2016 (+33%).

 

L'intero esercizio è terminato con utili in rialzo del 68%, a 62,4 milioni di euro. Nell'anno Puma è cresciuto del 9,9% in Emea, del 10,5% in Asia-Pacifico e del 2,2% nelle Americhe. Il footwear resta il business principale (1,6 miliardi di euro, +8%), ma l'abbigliamento si sta avvicinando (1,2 miliardi, +7%) e gli accessori hanno superato un quinto dei ricavi totali (quasi 700 milioni di euro, +4,7%).

 

Per rafforzare l'immagine del brand il gruppo ha investito molto, nell'anno, nelle partnership e nei social network, coinvolgendo i grandi atleti, vedi il campione olimpico Usain Bolt (legato al Felino da una quindicina d'anni), ma anche celebrity come Cara Delevingne e Rihanna (nella foto), per incrementare il business delle linee donna.

 

stats