Trimestrali

Pvh: Calvin Klein e Tommy Hilfiger meglio delle attese. Alzate le stime sugli utili

Emanuel Chirico (nella foto), presidente e ceo di Pvh, è soddisfatto dell'andamento del primo trimestre, sopra le aspettative tenendo conto della difficile fase che stanno attraversando i consumi di moda negli Usa.

 

Calvin Klein - al momento ancora alla ricerca di una nuova guida creativa, dopo l'uscita di Francisco Costa e Italo Zucchelli - registra un +11%. Tommy Hilfiger cresce del 3%.

 

Complessivamente i ricavi quarterly di Pvh sono aumentati del 2% a 1,92 miliardi di dollari (+3% a cambi costanti). Calvin Klein, in particolare, ha contribuito a questi volumi con 723 milioni di dollari: +13% a cambi costanti, per effetto del +14% in Nord America e del +13% all'estero, dovuto soprattutto al contributo dell'Europa.

 

A parità di perimetro distributivo però le vendite all'estero sono diminuite dell'1%, soprattutto per via dei cali in Corea, Hong Kong e Brasile.

 

I ricavi trimestrali di Tommy Hilfiger sono invece saliti a 792 milioni di dollari, in progresso del 4% a cambi costanti, grazie al +11% dell'export (Europa in testa), mentre in Nord America il brand ha accusato un 5%.

 

Il business degli Heritage Brand (tra le label in portafoglio Van Heusen, Izod, Arrow e, in licenza, Speedo), attualmente in fase di razionalizzazione, ha subito una flessione del 12% a 403 milioni di dollari.

 

L'ebit di Pvh nel periodo è passato da 177 a 295 milioni (+67%), soprattutto grazie alle voci straordinarie legate all'acquisizione di Tommy Hilfiger China. L'utile per azione è passato da 1,37 a 2,83 dollari.

 

Per la fine del fiscal year, su cui dovrebbe continuare a impattare negativamente il rafforzamento del dollaro, i profitti per azione dovrebbero collocarsi nell'intervallo 6,45-6,55 dollari, dalla precedente previsione di 6,30-6,50 dollari. La crescita degli utili a cambi costanti è prevista tra il 13% e il 15%, nonostante il mercato statunitense resti, secondo Chirico "unpredictable".

 

Il gruppo quotato sul Nyse scommette sui benefici derivanti dall'acquisizione del controllo totale della Tommy Hilfiger China (prima era una joint venture con l'operatore locale TH Asia), della firma di una jv in Messico (con il gruppo Axo) per tutti i brand in portafoglio e della concessione in licenza, a GIII, del business wholesale dell'abbigliamento donna Tommy Hilfiger in Usa e Canada.

 

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