Trimestrali

Pvh: quarter in perdita per via di Warnaco

Il colosso Pvh, che controlla brand come Calvin Klein e Tommy Hilfiger, termina il primo trimestre chiuso il 5 maggio con una perdita di 25 centesimi di dollaro per azione, dal precedente utile di 1,30 dollari: un risultato su cui pesa l'acquisizione del suo licenziatario Warnaco.

 

La stessa operazione ha però fatto lievitare i ricavi di Calvin Klein (Warnaco gestiva il jeanswear e l'underwear, nella foto, della griffe americana), che nei tre mesi si sono attestati a 638 milioni di dollari, dai precedenti 262 milioni. A store comparabili, il business retail del brand in Nord America è cresciuto del 4%, mentre quello estero, il cui mix distributivo è in fase di revisione, ha accusato un -5% a causa delle deludenti performance in Europa (soprattutto Italia e Spagna).

 

Quanto a Tommy Hilfiger, ha totalizzato 811 milioni di dollari, in rialzo del 5% rispetto al primo trimestre dello scorso esercizio. Negli Usa il marchio ha beneficiato di un +14%, trainato dal +5% del segmento retail (a parità di negozi), mentre nel resto del mondo è rimasto invariato (sulla mancata crescita ha pesato, secondo il gruppo, la debolezza dello yen).

 

Tenendo conto anche degli heritage brand (Izod, Van Heusen, Bass e Arrow), i ricavi quarterly di Pvh sono complessivamente saliti a 1,94 miliardi di dollari, in progresso del 36%.

 

Escludendo gli oneri straordinari relativi all'acquisizione di Warnaco, Pvh archivia il trimestre con profitti per azione pari a 1,91 dollari, al disopra delle stime del management che si aspettava 1,33 dollari. Tuttavia l'azienda ha deciso di non rivedere le previsioni di fine anno di un utile per azione di 7 dollari (dai 6,58 dollari dell'anno prima). Per i ricavi annuali, confermata la previsione di 8,2 miliardi di dollari.

 

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