Trimestrali

Ricavi e utili sotto pressione: Hugo Boss riduce i prezzi in Cina

Le vendite di Hugo Boss scendono del 4% nel primo trimestre 2016, a 643 milioni di euro (-3% a valute costanti). Il trend risente di una discesa dell'8% nelle Americhe, del -5% in Asia-Pacifico e del -2% in Europa.

 

In Cina, in particolare, il gruppo tedesco ha accusato un -11% e parla di un mercato particolarmente debole a Hong Kong e Macao. I consumatori cinesi stanno però apprezzando la decisione, partita con le collezioni primaverili, di allineare i prezzi cinesi a quelli europei: iniziativa che si traduce in una riduzione dei cartellini del 20% circa.

 

Nel quarter le vendite nei negozi gestiti direttamente sono rimaste stabili, mentre il wholesale ha registrato una flessione del 9%. Il menswear (nella foto, alcune proposte della linea Hugo) ha segnato un -2%, mentre il womenswear un -4%.

 

Il margine lordo sui ricavi è sceso dal 65,5% al 64,1%, mentre l'ebitda (prima di alcune voci straordinarie) ha accusato un -29% a 93 milioni di euro. L'ebit ha subito un -48% a 54 milioni. Sulla discesa pesano, come si legge in una nota, i cambiamenti nel managing board e la voce "deprezzamenti e ammortamenti".

 

Il management conferma le previsioni per l'intero esercizio di un incremento del fatturato entro il 5% (a valute costanti) trainato dal retail gestito direttamente. Dal business wholesale i vertici si aspettano un calo tra il 5% e il 9%, soprattutto a causa del cambio di strategia distributiva negli Usa. Il margine lordo annuale dovrebbe restare invariato rispetto al 2015 mentre l'ebitda (prima di alcuni "special item") è previsto in diminuzione "low double digit".

 

Hugo Boss annuncia che ridurrà notevolmente gli investimenti nel business retail, fermandosi in un range tra 160-180 milioni di euro, dai 220 milioni del 2015.

 

 

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