Trimestrali

Terzo quarter in flessione per Levi Strauss ma migliorano i margini

Levi Strauss & Co. (nella foto, il presidente e ceo Chip Bergh) archivia il terzo trimestre con un calo dei ricavi del 9% a 1,1 miliardi di dollari. Grazie a un miglioramento dell'ebit, da 81 a 87 milioni, il colosso del jeanswear riesce  a limitare la flessione degli utili, che passano da 32 a 28 milioni di dollari.

 

Il risultato riflette il rallentamento economico globale ma anche alcune decisioni prese da Bergh per incrementare le performance future, come la concessione in licenza della linea boys di Levi's nelle Americhe (che sarà prodotta da The Haddad Apparel Group, operatore del childrenswear di New York che ha anche i diritti per marchi come Nike e Converse) e la sospensione della collezione Denizen in Asia.

 

Nelle Americhe Levi Strauss ha subito un -5% (a 679 milioni di dollari) nonostante il miglioramento delle vendite negli store monomarca. Più contenuta la contrazione in Europa (-3%, a 266 milioni) dove sono saliti i ricavi dei negozi gestiti direttamente, come risultato di un aumento dei prezzi e dell'espansione del network retail. Deludente il trend in Asia-Pacifico (-26% a 156 milioni), principalmente a causa del calo del fatturato wholesale indotto dal rallentamento dell'area, in particolare dell'India.

 

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