Trimestrali

Tiffany & Co.: +15% i ricavi, utile in crescita del 53%

Tiffany archivia il primo trimestre al 30 aprile con vendite in aumento del 15% a 1 miliardo di dollari (+10% a periodi comparabili). Continua la ripresa nelle Americhe: +9% nel quarter, grazie ai big spender e ai turisti.

 

La migliore performance riguarda l'Asia-Pacifico (secondo maggiore mercato dopo le Americhe, dove i ricavi sono saliti del 28%, grazie al contributo della Greater China e della Corea. In Giappone Tiffany è cresciuto del 17% e in Europa del 13%, ma soprattutto per effetto dei cambi (+1% la performance a valute costanti).

 

Nei tre mesi l'utile operativo è salito a 204,3 milioni dai precedenti 149,6 milioni e l'utile netto è passato da 92,9 a 142,3 milioni, per effetto del miglioramento dei margini e del minore tax rate.

 

Secondo Thomson Reuters I/B/E/S gli analisti avevano previsto 959,4 milioni di ricavi. Gli utili per azione escluse alcune voci straordinarie erano attesi a 83 centesimi di dollaro, sotto gli 1,14 dollari effettivi.

 

Excluding one-time items, the company earned $1.14 per share, while Wall Street analysts had expected 83 cents per share.

 

Alla data del 30 aprile il gioielliere di New York contava 314 store, dai 310 di un anno prima (nella foto, il flagship milanese di piazza Duomo).

 

Il ceo, Alessandro Bogliolo, ha elencato fra le priorità: amplificare ciò che il brand (nato nel 1837) comunica, rinnovare l'offerta e le presentazioni in-store, proporre un'eccitante customer experience omnicanale, rafforzare il posizionamento competitivo nei mercati chiave e portare avanti un modello operativo più efficiente.

 

In merito all'andamento dell'esercizio fiscale che chiuderà a gennaio 2019, il management prevede che i ricavi a valute costanti salgano a un tasso intorno al 5% e tra il 5% e il 9% su base comparabile. Rivisto al rialzo l'utile, che dovrebbe collocarsi nell'intervallo 4,50-4,70 dollari per azione, dalla precedente stima di 4,25-4,45 dollari per azione.

 

 

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