Trimestrali

Tiffany & Co. cresce in Giappone, ma perde quote in Europa

Nel terzo trimestre terminato in ottobre Tiffany & Co. ha totalizzato 949 milioni di dollari di ricavi, in aumento dell'1% rispetto allo stesso periodo del 2015, per effetto di un andamento misto nei mercati di riferimento. Trend positivo in Asia-Pacifico, segno negativo in Europa e Usa.

 

In Asia-Pacifico l'incremento è stato del 4% escludendo il Giappone che, grazie al rafforzamento dello yen, ha permesso al gioielliere di New York un +13%. Nelle Americhe i ricavi sono diminuiti del 2% e in Europa del 10%.

 

Nel periodo Tiffany ha aperto quattro store gestiti direttamente e ne ha chiusi due nell'area Asia-Pacifico. Al 31 ottobre il gruppo aveva all'attivo 313 store (125 nelle Americhe, 85 in Asia-Pacifico, 55 in Giappone, 43 in Europa e 5 negli Emirati Arabi), dai 305 di un anno prima.

 

A testimoniare l'importanza del mercato italiano, Tiffany si prepara ad aprire per la primavera 2017 uno store a pochi passi da piazza Duomo a Milano. Si tratta di uno spazio di circa mille metri quadrati, disposti su due piani in un edificio del 1870 di fronte al Museo del Novecento, che va ad aggiungersi al negozio in via Spiga 19/A e allo shop-in-shop in Galleria del Corso, presso Excelsior Milano.

 

Il bilancio trimestrale del brand del lusso chiude con utili pari a 96 milioni di euro, in aumento del 5% rispetto al terzo trimestre 2015, grazie a un miglioramento nei margini.

 

Nei nove mesi le vendite nette sono diminuite del 4% a 2,8 miliardi di dollari (-6% a store comparabili), per effetto di una minore domanda nei maggiori mercati con l'eccezione del Giappone. I profitti sono scesi da 301 a 288 milioni.

 

Per l'intero esercizio il management stima un calo del turnover entro il 5% e una flessione dell'utile per azione intorno al 5%. Questo sulla base di alcuni provvedimenti come l'aumento del 3% della superficie distributiva, risultato dell'apertura di 11 store, cui si aggiungono sei relocation e altrettante chiusure.

 

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