Trimestrali

Tod's: -4,4% i ricavi. Il segno meno dovrebbe sparire per fine anno

Fatturato trimestrale in calo e sotto le stime degli analisti per il Gruppo Tod's, che subisce un -11% di Hogan e un -7% del marchio Tod's. Indicazioni positive dal rallentamento del calo delle vendite retail su base omogenea: -3,2% dopo il -12% del 2016.

 

Il primo trimestre del gruppo marchigiano ha visto il giro d'affari scendere a 238,5 milioni di euro (-5% a valute invariate) mentre il consensus degli analisti elaborato da Thomson Reuters ipotizzava, in media, 248 milioni.

 

La notizia penalizza il titolo che in Borsa, intorno alle 17, scende del 10,5% a 64,10 euro per azione. In calo altri titoli della moda come Moncler (-3%) e Salvatore Ferragamo (-1,6%) e il fashion e-commerce di Ynap (-1,6%). Poco sotto la parità l'indice Ftse Mib (-0,19%).

 

Nel quarter spicca la buona performance del marchio del lusso Roger Vivier (+15,6%) e la stabilità di Fay (-0,2%).

 

A livello di categorie merceologiche, il maggiore business delle calzature ha evidenziato una flessione del 5% a 190 milioni di euro. Discesa più contenuta per pelletteria e accessori (-1,5%) e abbigliamento (-1,6%).

 

Esaminando i mercati, l'Italia incassa un -8,7%, mentre il resto d'Europa ha registrato un -1,5% a cambi costanti. In discesa anche le Americhe (-18,8% a valute invariate), mentre sale la Greater China (+2,8%).

 

In lieve flessione il canale diretto (-1,2% a cambi costanti) mentre il wholesale risulta in netta diminuzione (-9,6%), anche per effetto dell'«atteggiamento prudente che il gruppo ha assunto in alcuni Paesi nella gestione del rischio di credito», spiega il presidente e a.d. Diego Della Valle.

 

Prosegue il rallentamento della discesa delle vendite omogenee nel canale retail, già emerso alla fine del 2016: nei primi tre mesi di quest'anno si riducono del 3,2%, dopo il -12% dell'intero 2016.

 

«Guardiamo con ottimismo alle buone prospettive future del gruppo», ha commentato Della Valle, ricordando che il gruppo sta cambiando la squadra manageriale (soprattutto nella comunicazione e nel digitale) e che prosegue il rafforzarmento dell'e-commerce.

 

Inoltre l'azienda si sta strutturando, per produrre «ancora più collezioni nell'arco di un anno» e sta sperimentando alcuni negozi «di nuova generazione», che innovano l'esperienza d'acquisto.

 

Come riporta Reuters, durante la conference call seguita alla pubblicazione dei risultati il cfo Emilio Macellari ha detto che il trend delle vendite omogenee migliora settimana dopo settimana e che «non si dovrebbe vedere il segno meno a fine anno».

 

In merito ai prossimi opening, il manager ha prospettato circa 13-14 aperture  e tre o quattro chiusure (nella foto, due modelli della collezione primavera-estate 2017 di Roger Vivier).

 

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