Trimestrali

True Religion: nel quarter delude il segmento international

Nel trimestre archiviato il 30 settembre, l'americana True Religion ha totalizzato 118,5 milioni di dollari di fatturato, in progresso del 9,4% rispetto allo stesso periodo del 2011. Nel confronto a parità di negozi però il brand californiano quotato sul Nasdaq ha subito un -4,7%.

 

A penalizzare la società del jeanswear di alta gamma hanno contribuito le vendite all'estero, che hanno subito una flessione del 3% a 22,7 milioni di euro. La performance, come spiega una nota, risente del rallentamento del wholesale principalmente in Corea e Germania. Così, l'ebit totale del quarter è passato da 19,9 a 18,9 milioni di dollari, mentre l'utile del periodo si è attestato a 12,3 milioni, dai 12,1 precedenti.

 

Nel bilancio a nove mesi il turnover si è attestato a 330,2 milioni di dollari, in aumento del 9,9%, mentre l'utile operativo è salito da 50 a 52,7 milioni. Il risultato netto è quindi aumentato da 30,5 a 32,5 milioni.

 

L'azienda guidata da Jeffrey Lubell, che al 30 settembre contava 119 store negli Usa e 28 all'estero, prevede che le vendite annuali si collocheranno tra 458 e 463 milioni di dollari. L'utile per azione è atteso nel range 1,80-1,86 dollari. Ogni stima esclude eventuali costi associati alle "alternative strategiche" annunciate in ottobre, quando il management ha ipotizzato, tra le alternative, anche la messa in vendita dell'attività.

 

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