Vendite

La Camera dei Buyer è contraria alle promozioni anticipate

La Camera dei Buyer - ovvero 117 multimarca dell’alto di gamma, per un totale di circa 390 punti vendita - scende in campo per dire di no alla legge regionale che in Lombardia permette in via sperimentale per un anno di sospendere il divieto di effettuare promozioni nei 30 giorni antecedenti l’inizio ufficiale dei saldi.

 

La legge, che è stata approvata lo scorso 9 giugno, e che è quindi già entrata in vigore per i saldi estivi vede la sua seconda e ultima fase di attuazione questo inverno dando il via libera alle promozioni già dal 7 dicembre, mentre i ribassi canonici invernali partiranno come di consueto in gennaio.

 

La Camera dei Buyer esprime una posizione di forte e netta contrarietà nei confronti di questo provvedimento.

 

“In un periodo difficile come quello attuale è necessario valutare attentamente gli effetti che gli sconti anticipati possono avere, non solo nel breve (magari positivi), ma soprattutto sul lungo periodo sia in termini culturali sia di comportamenti di acquisto - si legge nella nota -. Pre-saldi e promozioni continue purtroppo educano ad acquistare  in costante regime di sconto, alimentando nel consumatore una sensazione di poca serietà e affidabilità del mercato, dove la certezza del prezzo diventa assolutamente relativa. Il rischio è quello di distruggere in poche stagioni il grande lavoro che negli anni hanno realizzato le aziende e i negozi del lusso per trasmettere un'immagine di esclusività e di valore del prodotto”.

 

“Inoltre - avverte il comunicato - proseguendo con queste iniziative, arriveremo ad adottare un modello commerciale di sconti 365 giorni all'anno, mutuato in parte dagli Usa, poco indicato per la realtà distributiva italiana: rischia infatti di danneggiarla in maniera irreparabile e definitiva, impoverendo il tessuto economico e sociale del nostro paese”.

 

“Autorizzare ufficialmente in forte anticipo sconti nel periodo natalizio oltre ad erodere margini durante un mese fondamentale come dicembre, danneggia l'intera stagione e crea confusione e sfiducia nel sistema moda. Il risultato sarebbe una situazione difficilissima da recuperare, nei confronti  di un'eventuale, quanto auspicabile ripresa dei consumi” conclude.

 

 

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