Vendite e canoni di locazione

Federazione Moda Italia: shopping degli italiani a rilento. Affitti dei negozi stabili

Torna l’appuntamento con il Fashion & High Street Report 2015”, realizzato da Federazione Moda Italia-Confcommercio con World Capital Group, in collaborazione con l'Osservatorio Acquisti CartaSi e Global Blue. Gli stranieri riempiono le vie della moda, ma lo shopping degli italiani va a rilento. Secondo Renato Borghi, presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio, «soffrono ancora tanti multimarca: servono segnali forti».

 

«Il 2015 si è chiuso con una sostanziale stabilità di fatturati, ma in quattro anni il solo retail della moda ha visto chiudere in Italia circa 30mila negozi a fronte di 15mila che hanno aperto, di cui peraltro, la stragrande maggioranza a conduzione straniera» commenta Borghi.

 

Questo dato, insieme all’analisi del nostro Fashion & High Street Report, «ci consegna un quadro - aggiunge Borghi - che si sbaglierebbe, però, a considerare un problema solo del commercio, quando in realtà riguarda l’intera collettività».

 

«In questi primi mesi abbiamo assistito a qualche seppur timido segnale positivo, ma sono ancora tante le imprese in sofferenza - sottolinea il presidente -. Urgono una strutturale riduzione delle tasse a famiglie e imprese, la conferma dell’eliminazione delle clausole di salvaguardia e un intervento di sostanza sulla riduzione della spesa pubblica».

 

«Solo così, e con una contestuale apertura dei rubinetti del credito - conclude Borghi -  sarà possibile parlare di rilancio di consumi e di boccate d’ossigeno alla nostra imprenditoria, tutta rigorosamente “made in italy”».

 

Sul fronte degli affitti dei negozi, nel 2015 si è verificato un andamento generale stabile nelle locazioni immobiliari, con positivi segnali di ripresa nelle città turisticamente più importanti.

 

A Milano, per esempio, via della Spiga si aggiudica il terzo posto della classifica nazionale, con un canone massimo pari a 6.500 euro al metro quadro l’anno, superando così via del Corso a Roma con 6mila euro (nella tabella i valori annui minimi e massimi per locazioni di 100 metri quadri di spazio commerciale nelle strade principali).

 

Per quanto riguarda i fatturati, il settore moda ha registrato nel 2015 una certa effervescenza rispetto al 2014, grazie anche ai turisti, che hanno dimostrato di scegliere l'Italia come meta preferita del proprio shopping, attratti certamente anche dall'Expo.

 

In particolare, il comparto fashion (abbigliamento, calzature, pelletteria ed accessori) ha coperto il 73% dell'interesse di acquisto tax free dei turisti stranieri extra Ue.

 

In aumento gli acquisti dei cinesi (+56%), che rappresentano un terzo del totale delle vendite, quasi il triplo delle spese dei russi, in caduta libera (-41% rispetto al 2014).

 

Milano si conferma la meta preferita per lo shopping tax free (34% sul totale), registrando nel 2015 un +17%. Al secondo posto Roma (18% sul totale delle vendite) con un aumento più modesto (+10%) rispetto a Firenze e Venezia, quest'ultima con un +27% rispetto al 2014.

 

Al contrario, nei primi mesi del 2016 si è assistito ad un -15% dello shopping dei cinesi rispetto allo stesso periodo del 2015. Milano sembra aver arginato questa emorragia con una flessione più contenuta, del 6%. Va peggio a Firenze (-17%), Roma (-25%) e Venezia (-31%).

 

Nel corso del 2015 sono stati positivi i dati sugli acquisti effettuati dagli italiani con le sole carte di credito (+3,7%), con performance territoriali quasi tutte in rialzo, tranne che in Sardegna (-8,5%), Basilicata e Calabria (-0,3%). Interessanti i dati di Trentino Alto Adige (+7,9%), Veneto (+5,6%) e Lombardia (+5,1%).

 

Positività confermata dall’Osservatorio Acquisti CartaSi anche dagli acquisti con carta di credito nei primi mesi del 2016 (gennaio: +0,9%; febbraio: +4,7%; marzo: -0,9% e aprile: +6,7%). In leggero calo, ancora, i dati sui fatturati raccolti da Federazione Moda Italia sui negozi multibrand.

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