Vendite menswear autunno-inverno 2016/2017

I nostri sondaggi: Dolce&Gabbana il più amato dagli italiani e Gucci dagli stranieri

I multimarca italiani del lusso chiudono la stagione con fatica, ma in sostanziale stabilità. Di fatto, però, i margini si riducono e i rischi aumentano a causa del proliferare degli sconti, ma anche della concorrenza online dei brand e dei grandi marketplace. Per non parlare del parallelo a prezzi stracciati.

 

Questo autunno-inverno Dolce&Gabbana ( nella foto a sinistra una proposta di questo inverno) è il brand di abbigliamento maschile più venduto agli italiani nella Penisola.

 

Gucci (in pole position anche negli accessori, nella foto a destra) e Givenchy sono i preferiti dagli stranieri. Moncler mantiene le posizioni, DSquared2 aumenta i consensi e Off Whitepiace sempre più a giovani e meno giovani.

 

In tema di accessori tutti i consumatori, indipendentemente dalla loro nazionalità, premiano le creazioni di Alessandro Michele per Gucci. In Italia,  Church’sguadagna il secondo posto nella hit parade delle calzature, mentre le AdidasYeezy” di Kanye Westsono la vera chicca contesa nei negozi. Nell’e-commerce  primeggia Saint Laurent.

 

Sono questi i best seller dell’autunno-inverno 2016/2017 emersi dal nostro sondaggio, realizzato con la collaborazione di una sessantina di top multibrand store sparsi in tutta Italia. Una stagione che, per quanto riguarda le vendite di menswear, chiude in sostanziale stabilità.

 

Fermo restando che nei negozi fisici si è mediamente guadagnato meno rispetto all’e-commerce, effettuato sia sui marketplace internazionali - Farfetch.comin primis -, sia sui siti web delle singole insegne.

 

Il parallelo, per chi lo pratica, sta diventando sempre più una “roulette russa”: i listini sono al ribasso - i grossi quantitativi vengono venduti al prezzo di costo, più una percentuale a cifra singola - e diversi compratori cinesi non hanno ritirato la merce, creando problemi di invenduto ai commercianti. C’è chi addirittura teme una forte battuta d’arresto del grey nel febbraio 2017, dopo il Capodanno Cinese.

 

A conti fatti, le posizioni nel dettaglio indipendente si mantengono, ma solo in modo apparente. Perché, come ben sintetizza un dettagliante, esprimendo un parere condiviso da tanti colleghi, «i margini continuano a ridursi, mentre i rischi sono sempre più elevati».

 

In altre parole, anche se si fattura di più, tra gli sconti ormai pressoché obbligati sia offline, sia online - visti i prezzi esorbitanti delle top collection e la concorrenza spietata -, le  commissioni date a Farfetch.com nell’ordine del 30% del cartellino di vendita e i ribassi del parallelo, i guadagni si assottigliano in modo preoccupante.

 

Entrando nel merito del sondaggio, sul fronte abbigliamento uomo il 44% dei dettaglianti dichiara vendite in linea con quelle dello scorso autunno-inverno, il 35% parla di un fatturato in crescita, mentre il 21% lamenta una contrazione.

 

Leggermente meglio la performance per quanto concerne gli accessori, con sell out stabili per il 55%, in aumento per il 31% e in flessione per il 14%.

 

L’articolo completo è pubblicato sul numero 1/2017 di Fashion in distribuzione in questi giorni a Pitti Uomo e successivamente a Milano Moda Uomo.

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