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François Thiébaud: «Orologi svizzeri leader nel mondo, ma 2016 da dimenticare»

Nel suo intervento alla conferenza inaugurale di Baselworld, François Thiébaud (nella foto) ha tracciato un quadro su problematiche e opportunità degli espositori svizzeri, di cui è presidente: a Basilea si presentano in 220, con una netta predominanza delle realtà orologiere, in totale 183.

 

Come ha sottolineato Thiébaud, l'industria elvetica dell'orologio mantiene il proprio ruolo di leader a livello mondiale, detenendo oltre la metà della quota di mercato in valore, rispetto al 40% delle altre nazioni. Va detto però che in quantità si parla appena di un 3%. Gli addetti sono circa 60mila, suddivisi in più di 700 aziende.

 

Nel commercio della Svizzera con l'estero in generale gli orologi occupano il terzo posto, dopo il comparto chimico/farmaceutico e quello dei macchinari.

 

Il 2016, tuttavia, non è stato un anno facile per i segnatempo "Swiss made", che hanno accusato un calo delle esportazioni pari al 9,9%, equivalenti a 19,4 miliardi di franchi svizzeri.

 

Questo a causa delle incertezze a livello politico, economico e psicologico (con la riduzione della presenza di turisti in Europa) ma anche del franco forte, che non ha agevolato i flussi commerciali oltreconfine.

 

Già nel 2015, peraltro, l'orologeria svizzera aveva dovuto incassare, sempre alla voce esportazioni, un -3,2%, dopo anni di crescita continua, con un picco del +19,4% nel 2011.

 

Tra le aree più importanti per il settore spicca l'Asia con il 49%, seguita dal nostro continente (34%), dall'America (15%) e da Africa e Oceania, entrambe all'1%.

 

Il 2017 si presenta dunque come un anno di sfide e di impegno per un rilancio: Thiébaud ha fatto notare, a questo proposito, che nell'ultimo trimestre del 2016 si è verificato un leggero miglioramento, anche se il momento di abbassare la guardia non è certo arrivato.

 

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