A Dubai lo store più recente

John Varvatos punta sui mercati esteri

In dicembre ha aperto uno store al Dubai Mall (nella foto) e ai primi di gennaio ha scelto Firenze per presentare la linea John Varvatos Star Usa e potrebbe valutare di sfilare in Europa nel 2020, per festeggiare 20 anni di attività.

«I mercati internazionali sono cruciali per il successo di un brand in ascesa», ha dichiarato il ceo di John Varvatos, Mark Brashear. E commentando il debutto a Pitti Uomo, ha affermato: «Si tratta di una delle più importanti fiere dell’anno».

Durante la fashion week di Milano il brand americano del menswear - noto per la sua anima rock, oltre che per i numerosi clienti rock star (tra loro Iggy Pop e Alice Cooper) - ha presentato le collezioni per l’autunno-inverno 2019/2020 nella showroom di via Alserio.

Tra i focus di stagione c’è la collezione Star Usa, la più giovane e urban della fashion house, completa di footwear e accessori, che ora ha un nuovo logo bi-color.

Già venduta da insegne come Bloomingdale’s, Neiman Marcus e Nordstrom, va a inserirsi nel segmento della moda maschile contemporary, apprezzato per i contenuti e i prezzi competitivi.

A sentire il presidente e ceo Brashear, l’azienda ha archiviato il 2018 come uno dei suoi anni migliori di sempre, con una crescita del 6% dei ricavi. I numeri ufficiali non sono noti, ma wwd.com riporta una stima di fatturato retail di 325 milioni di dollari nel 2017.

La perdita operativa ammonterebbe invece a 15 milioni. Il 65% delle vendite è realizzato dalla linea John Varvatos Collection, venduta in selezionati department store, oltre che nei 34 store diretti e online.

Il network retail è in espansione da tempo e prosegue. In dicembre il marchio di New York ha aperto un monomarca di circa 270 metri quadrati nella sezione Fashion Avenue del Dubai Mall e un secondo punto vendita a Dubai è in programma per la primavera 2020.

Per il prossimo marzo Varvatos inaugurerà nel centro di Mosca, in aprile andrà alla volta del Messico (Guadalajara) e nell’autunno raggiungerà la Corea del Sud, in partnership con Shinsegae Departmet Stores.

Nel 2020 è in scaletta un primo approccio alla Cina con l’e-commerce. In madrepatria a maggio sarà inaugurato il quarto negozio di Los Angeles, a Santa Monica, ma c’è interesse anche per Atlanta e Chicago.

A oggi la maggioranza del marchio fa capo al fondo Lion Capital, mentre il fondatore e direttore creativo John Varvatos ha una quota di minoranza. Lion Capital è entrato nel 2012, con un investimento stimato tra i 75 e gli 80 milioni di dollari ed è plausibile che stia valutando l’uscita.

Brashear - al vertice dal 2015 con trascorsi nel menswear di Nordstrom, Hugo Boss e Michael Kors - non lo nega: «Un’exit c’è sempre, ma prima vogliamo essere nella migliore condizione possibile».

e.f.
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