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Gruppo Smcp: dopo Sandro e Maje, anche per Claudie Pierlot un monomarca in via Manzoni

L'inaugurazione ieri (12 dicembre) della boutique Claudie Pierlot in via Manzoni 17 rafforza la presenza in quest'area a ridosso del Quadrilatero milanese del gruppo francese Smcp, che presidia già la zona con due boutique del brand Sandro e una di Maje.

 

«Il nostro percorso in Italia è appena cominciato - spiega il direttore generale di Claudie Pierlot, Isabelle Allouch - e cresceremo ancora, puntando sull'allure "parisienne" delle proposte e sulla formula del monomarca».

 

Il nuovo store, sviluppato su un'ottantina di metri quadri, rimanda nel layout all'atmosfera di un appartamento parigino, con la facciata blu notte, il pavimento in legno, un camino di marmo stile Luigi XV, la modanatura tipica dello stile Haussmann, gli stand in ottone e un grande specchio vintage.

 

Non manca una poltrona a righe stile anni Cinquanta, con a fianco un tavolino e la classica lampada da lettura, come in un'abitazione raffinata, ma in cui sentirsi a proprio agio. Abiti e accessori, con prezzi all'insegna del lusso accessibile (per esempio circa 500 euro per un cappotto, mentre un vestito va in vendita intorno ai 200 euro), sono pensati per una donna di 30-35 anni o anche qualcosa in più, amante di un gusto disinvolto e preppy chic.

 

Alla guida stilistica del brand è dal 2011 Vanessa Pierrat, che ha saputo proiettare nella contemporaneità il brand, fondato nel 1984 da Claudie Pierlot, già assistente designer di Jacqueline Jacobson da Dorothée Bis, modella e stilista per Printemps.

 

Filo conduttore è uno spirito francese ma cosmopolita, che Isabelle Allouch è sicura sia perfetto anche per l'esigente clientela del nostro Paese.

 

«Dopo aver testato il mercato attraverso i corner in Rinascente a Milano, Roma e Firenze e il negozio romano di via del Babuino, investiamo nel capoluogo lombardo - dice il direttore generale della label - puntando, oltre che sull'immagine, anche sui contenuti, con tessuti di qualità, compresi quelli italiani, cura dei dettagli e delle silhouette. Il tutto con il tocco in più della flessibilità e del rinnovamento: ogni due settimane introduciamo instore nuovi prodotti».

 

«Per scelta è il retail il nostro canale distributivo d'elezione, con circa 200 vetrine nel mondo - prosegue - e un ritmo di una ventina di opening l'anno, soprattutto in Europa che è il nostro mercato principale. L'Italia finora non è stato in pole position tra i Paesi di esportazione (in tutto una ventina, anche se la Francia resta lo zoccolo duro) ma ora siamo pronti ad accelerare il passo anche da voi».

 

Fuori dal Vecchio Continente uno dei fronti caldi è l'Asia, con l'obiettivo di un rafforzamento in Cina, dove sono già presenti spazi Claudie Pierlot in città chiave (tra cui Pechino, Shanghai e Hong Kong) ma sono a portata di mano buone potenzialità di sviluppo. «Anche Macao e Singapore sono piazze interessanti, che stiamo tenendo d'occhio, pensando pure al Giappone, dove per ora non siamo presenti» precisa la manager.

 

Il marchio ha lanciato l'e-commerce sei anni fa, attraverso 14 e-store internazionali. «Al negozio online applichiamo la stessa regola che vige nell'offline - spiega Allouch -. Far sentire le nostre interlocutrici a casa, dando loro consigli e ponendoci come personal shopper, prima ancora che come venditori di un prodotto».

 

A proposito di prodotto, la d.g. rivela che gli accessori, attualmente al 10% circa dell'offerta, stanno crescendo: «Borse, scarpe ultrafemminili col tacco, mocassini: hanno successo e per questo li incrementeremo, anche se il core business resta l'abbigliamento, con circa 400 pezzi per collezione».

 

Claudie Pierlot ha chiuso il 2016 a quota 98 milioni di euro di ricavi (+30%) e nei primi nove mesi del 2017 ha messo a segno un +20%, con un balzo del +29% nel terzo trimestre. «Abbiamo ancora molte potenzialità da sfruttare - conclude Allouch - a partire proprio dal nuovo monomarca milanese, che riteniamo possa entrare presto nella top ten delle nostre boutique worldwide».

 

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